Nel primo giorno della Settimana europea della mobilità 2026 il Governo approva l’esenzione dal bollo per il 2027 per le auto fino a 80 kW. Andrea Colombo richiama il divario tra le risorse destinate all’automobile e quelle disponibili per trasporto pubblico, infrastrutture, ciclabilità e sicurezza stradale.

La Settimana europea della mobilità 2026 si apre in Italia con una decisione destinata ad alimentare il confronto sulle priorità delle politiche dei trasporti: il Consiglio dei ministri ha approvato l’esenzione dal bollo, per il 2027, per le automobili fino a 80 kW e per i motoveicoli, con il limite di un veicolo per cittadino. Il Governo ha indicato l’intenzione di rendere successivamente strutturale la misura.

A sottolineare la coincidenza con l’avvio della Settimana europea della mobilità è Andrea Colombo, esperto di mobilità e già assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, che in un intervento pubblicato su LinkedIn parla di una «partenza col bollo».

Secondo le indicazioni fornite dal Governo, l’esenzione dovrebbe interessare circa il 70% del parco automobilistico, comprendendo soprattutto citycar, utilitarie e piccoli SUV. Non sono previsti limiti ISEE. Il mancato gettito è stimato in circa 2,3 miliardi di euro, che saranno compensati anche utilizzando economie del PNRR.

Colombo: mentre mancano risorse per la mobilità sostenibile

Nel suo intervento Colombo mette la decisione a confronto con la situazione degli investimenti nella mobilità sostenibile. Sostiene che il Fondo nazionale trasporti avrebbe bisogno di almeno un miliardo di euro aggiuntivo per garantire e potenziare i servizi di autobus e treni e richiama la mancanza di nuove risorse per infrastrutture di trasporto rapido di massa, sicurezza stradale e ciclabilità.

Colombo ricorda inoltre che i Comuni hanno presentato al Ministero proposte per oltre 3 miliardi di euro di nuove metropolitane, tramvie e busvie e segnala, tra le criticità, il mancato finanziamento del Piano nazionale della sicurezza stradale e l’azzeramento del fondo per la ciclabilità. Si tratta delle valutazioni e dei dati riportati dall’ex assessore nel suo intervento.

«È chiaro che fa piacere a chiunque pagare meno tasse», osserva Colombo, che quantifica in circa 150 euro annui il beneficio medio, ma invita a considerare contemporaneamente le risorse necessarie per migliorare trasporto pubblico, infrastrutture e sicurezza stradale.

Il nodo delle risorse PNRR

Un elemento centrale del provvedimento riguarda proprio le coperture. Il Governo prevede di compensare alle Regioni il minor gettito, stimato complessivamente in circa 2,3 miliardi, utilizzando anche economie del PNRR: secondo quanto riferito dopo il Consiglio dei ministri, si tratta di fondi non utilizzati al 30 giugno 2026 e privi di una destinazione giuridicamente vincolante.

È questo l’aspetto sul quale Colombo concentra maggiormente la sua critica: a suo giudizio, quelle risorse avrebbero potuto sostenere «riforme e investimenti strutturali per cambiare il sistema, anche quello della mobilità».

La decisione arriva proprio mentre, dal 16 al 22 settembre, la Settimana europea della mobilità riporta al centro del dibattito pubblico la necessità di rendere più accessibili le alternative all’automobile privata. Il confronto aperto dal provvedimento riguarda quindi non soltanto il prelievo fiscale sugli automobilisti, ma anche la distribuzione delle risorse pubbliche tra sostegno alla mobilità privata e investimenti nel trasporto collettivo, nella ciclabilità e nella sicurezza stradale.

Fonte: intervento di Andrea Colombo su LinkedIn, 17 settembre 2026; comunicazioni successive al Consiglio dei ministri del 16 settembre 2026.