La promozione della mobilità ciclistica procede più rapidamente degli interventi per garantire la sicurezza di chi sceglie la bicicletta. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’European Transport Safety Council (ETSC), che evidenzia come i ciclisti rappresentino oggi circa il 10% delle vittime della strada nell’Unione europea, mentre la riduzione dei decessi nell’ultimo decennio è stata di appena l’8%, molto più lenta rispetto a quella registrata per gli occupanti dei veicoli a motore.  

Nel solo 2024 hanno perso la vita sulle strade europee 1.926 ciclisti e oltre 33.800 sono rimasti gravemente feriti. Secondo il rapporto, per raggiungere gli obiettivi europei di dimezzamento delle vittime entro il 2030 sarebbe necessario un ritmo di riduzione dei decessi tredici volte superiore a quello attuale. Tra le priorità indicate figurano l’estensione delle infrastrutture ciclabili protette, la diffusione delle Zone 30 nelle aree urbane, l’adozione di tecnologie di sicurezza sui veicoli pesanti e una migliore raccolta dei dati sugli incidenti.  

L’analisi sottolinea la contraddizione tra le politiche che incentivano l’uso della bicicletta per motivi ambientali e sanitari e il ritardo nell’adeguamento delle infrastrutture necessarie a garantire spostamenti sicuri.

Fonte:Ambiente e non solo – Ciclisti più esposti sulle strade europee: sicurezza in ritardo rispetto alla transizione