Sicurezza stradale, più controlli ma poca fiducia: ciclisti e pedoni i più esposti

L’indagine Ipsos per il Corriere della Sera restituisce un quadro chiaro e in parte contraddittorio sulla sicurezza stradale a Milano. L’84% dei cittadini riconosce che il rispetto del Codice della strada è una forma di senso civico, ma oltre la metà (53%) ritiene che la leva principale per aumentare la sicurezza sia l’inasprimento di controlli e sanzioni. Un dato che segnala una bassa fiducia reciproca: si sa quale sarebbe il comportamento corretto, ma si teme che senza un forte presidio resti lettera morta. Anche perché, nonostante il calo delle vittime, negli ultimi dieci anni il numero di incidenti è rimasto sostanzialmente stabile, senza una riduzione strutturale del fenomeno.

La criticità colpisce soprattutto gli utenti vulnerabili. Nel 2023 a Milano si sono registrati 1.140 feriti in bicicletta e 590 in monopattino; nel contesto lombardo, pedoni e ciclisti rappresentano il 50% dei decessi, con i pedoni al 22% delle vittime. Nel solo Comune di Milano, che concentra il 40% degli incidenti dell’area metropolitana, nel 2024 si contano 38 morti e 7.743 incidenti. La percezione dei cittadini riflette questi dati: il 77% giudica le strade poco o per niente sicure per ciclisti e per chi usa moto e scooter, il 75% per i pedoni; solo gli automobilisti si sentono prevalentemente al sicuro. Un paradosso che evidenzia come lo spazio pubblico favorisca chi è più protetto.

Le cause individuate puntano soprattutto sulle negligenze degli automobilisti: uso del cellulare, guida sotto l’effetto di alcol o droghe, eccesso di velocità e mancato rispetto dei semafori. Il 32% cita le cattive condizioni del manto stradale, mentre pochi indicano il traffico eccessivo come fattore determinante. Ne deriva un approccio prevalentemente repressivo: più vigili, più controlli, più multe. Non a caso il 61% giudica insufficiente la presenza della Polizia locale, quota che sale al 73% tra chi usa il trasporto pubblico o la mobilità dolce, con giudizi particolarmente critici nei municipi 4, 6 e 8.

C’è anche un forte consenso per misure mirate: l’81% è favorevole al sequestro immediato di biciclette senza luci e l’89% a quello di monopattini modificati o biciclette elettriche trasformate in motocicli. Non solo una richiesta punitiva, ma la percezione che mezzi non conformi rappresentino un rischio collettivo.

Dall’analisi emerge che educazione, controlli e infrastrutture restano i tre pilastri per risultati duraturi. Le esperienze europee dimostrano che il cambiamento è possibile, ma richiede continuità nel tempo. Anche a Milano il dibattito sulle zone 30 resta aperto: la maggioranza è favorevole a un’estensione mirata — scuole, aree residenziali, quartieri ad alta presenza di pedoni e ciclisti — accompagnata da controlli efficaci e interventi fisici. La sicurezza stradale, come il senso civico, è una responsabilità condivisa e misura il grado di maturità di una comunità.

Fonte: Corriere della Sera