Nel 2025 sono stati 29 i bambini tra 0 e 14 anni morti sulle strade italiane, cinque in meno rispetto ai 34 registrati dall’Osservatorio ASAPS nel 2024 (-14,7%). Un dato in lieve miglioramento, ma ancora “drammatico e inaccettabile”.
I più piccoli restano i più esposti
La fascia più colpita è quella 0-5 anni, con 13 vittime, seguita da:
- 6-10 anni: 11 vittime
- 11-14 anni: 5 vittime
Si tratta quindi di utenti che non hanno autonomia nello spazio pubblico e che dipendono completamente dalle scelte degli adulti e dalla qualità delle infrastrutture.
Auto, il principale fattore di rischio
Il dato più rilevante riguarda le modalità degli incidenti:
- 18 bambini morti come passeggeri in auto (62,1%)
- 6 pedoni
- 4 ciclisti
- 1 su ciclomotore
Molti casi evidenziano criticità nell’uso dei sistemi di ritenuta: espulsioni dall’abitacolo indicano un utilizzo scorretto o assente dei seggiolini.
Dove avvengono gli incidenti
La maggior parte dei decessi si verifica:
- su strade extraurbane (17 casi)
- su strade urbane (8)
- in autostrada (3)
Questo dato segnala come la velocità e la progettazione delle infrastrutture restino determinanti.
Il nodo scuola-mobilità quotidiana
Nel 2025 si registrano:
- 69 incidenti nei pressi delle scuole o nei tragitti casa–scuola
- 16 incidenti che coinvolgono scuolabus
Un ambito cruciale per le politiche urbane, dove sicurezza, mobilità attiva e organizzazione dello spazio pubblico si intrecciano.
Una responsabilità sistemica
Il messaggio dell’ASAPS è netto: quando muore un bambino sulla strada, la responsabilità è sempre di un adulto.
Per l’Osservatorio questo implica un cambio di paradigma:
- riduzione generalizzata della velocità urbana
- diffusione di Zone 30 e traffic calming
- sviluppo di strade scolastiche
- maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti
- enforcement e cultura della sicurezza
Vision Zero come obiettivo reale
Il dato 2025 conferma che il sistema attuale non è ancora in grado di proteggere i più vulnerabili.
Raggiungere zero vittime non è un’utopia, ma una scelta progettuale e politica: città progettate per i bambini sono città più sicure, sane e accessibili per tutti.