L’Unione Europea continua a registrare miglioramenti sul fronte della sicurezza stradale grazie all’introduzione di tecnologie avanzate nei veicoli, sistemi di assistenza alla guida e standard più stringenti. Tuttavia, questi progressi rischiano di essere rallentati da scelte politiche non sempre coerenti con gli obiettivi di riduzione delle vittime.

Permangono infatti criticità legate alla scarsa diffusione di misure strutturali come le Zone 30, il rafforzamento dei controlli e gli investimenti nella mobilità attiva e nel trasporto pubblico. In molti contesti urbani, l’approccio resta ancora troppo centrato sull’auto privata.

Il quadro che emerge evidenzia una distanza tra innovazione tecnologica e governance: senza politiche più coraggiose e integrate, il target europeo di dimezzamento delle vittime entro il 2030 appare a rischio.