La relazione intermedia della Commissione europea sull’attuazione del quadro strategico 2021-2030 evidenzia progressi importanti sul piano normativo e tecnologico, ma un ritmo di riduzione delle vittime ancora insufficiente. Nel 2024 i morti sulle strade dell’Unione europea sono stati 19.900, con un calo del 12% rispetto al 2019. Per centrare l’obiettivo di dimezzamento entro il 2030 sarebbe però necessario un trend più sostenuto.

Tra gli avanzamenti si segnalano l’attuazione del Regolamento sulla sicurezza generale dei veicoli, la revisione della direttiva sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture e il rafforzamento degli indicatori prestazionali chiave. Strumenti che migliorano trasparenza e capacità di intervento.

Tuttavia, l’European Transport Safety Council mette in guardia rispetto a un possibile indebolimento della leadership europea: moratorie su nuovi standard per piccoli veicoli elettrici, spinta verso megacamion da 60 tonnellate, rischi di allineamento a standard meno rigorosi e minori controlli tecnici per motocicli leggeri.

Il nodo resta urbano: quasi il 70% delle vittime in città sono utenti vulnerabili. Zone a 30 chilometri orari, infrastrutture ciclabili sicure e applicazione efficace delle norme restano leve decisive per coniugare sicurezza, qualità dello spazio pubblico e competitività del sistema urbano.