A Milano il 2026 si apre con dati preoccupanti sulla qualità dell’aria. Tra il 1° gennaio e il 12 marzo la centralina Arpa di viale Marche ha registrato 39 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10 fissato dalla normativa vigente a 50 microgrammi per metro cubo, superando già il tetto massimo annuo di 35 giorni consentiti. È il peggior dato degli ultimi anni per lo stesso periodo: nel 2023 gli sforamenti erano stati 20, saliti a 27 nel 2024 e nel 2025.

Secondo gli esperti, tra le cause principali vi sono la forte urbanizzazione e densità della Pianura Padana, il ristagno dell’aria dovuto alle condizioni orografiche e la prolungata stabilità atmosferica tra febbraio e inizio marzo, oltre al contributo di traffico e attività agricole. La stazione di viale Marche, dove il peso del traffico è particolarmente rilevante, risulta anche nel 2026 la più critica della città.

Il quadro appare ancora più allarmante se si considerano i nuovi standard europei. I dati della campagna “Cambiamo aria” segnalano che nei primi due mesi del 2026 la stessa centralina MI-Marche ha già registrato 33 giorni oltre la soglia giornaliera di 45 µg/m³ prevista dalla nuova direttiva UE sulla qualità dell’aria, quasi il doppio dei 18 superamenti annui consentiti dal nuovo quadro normativo. Nello stesso periodo sono stati 30 i giorni oltre l’attuale limite di 50 µg/m³.

Il monitoraggio conferma inoltre che la soglia giornaliera indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità è stata superata in tutte le città osservate e che molte località della Pianura Padana hanno già esaurito gran parte del “budget” annuo di superamenti compatibile con i futuri limiti europei.

Fonte: Repubblica