La gestione dell’inquinamento atmosferico in Lombardia, e in particolare a Milano, finisce sotto la lente della magistratura. La Procura ha aperto un fascicolo per omissione di atti d’ufficio, dopo l’esposto dell’associazione Cittadini per l’aria che denuncia politiche giudicate “tardive e poco ambiziose” nella lotta allo smog.

Secondo l’associazione, nell’ultimo decennio le istituzioni non avrebbero adottato misure adeguate nonostante dati e evidenze scientifiche fossero disponibili. Tra le criticità segnalate: limitazioni al traffico parziali e rivolte a veicoli ormai obsoleti, interventi sul riscaldamento domestico introdotti con forte ritardo e azioni nel settore agricolo lasciate in gran parte alla volontarietà.

L’esposto, corredato da studi e dati delle centraline Arpa, evidenzia come la Lombardia continui a superare i limiti per i principali inquinanti – PM10, PM2.5, ozono e biossido di azoto – con responsabilità attribuite soprattutto a traffico, riscaldamento e agricoltura. Le condizioni climatiche della Pianura Padana aggravano ulteriormente la situazione. Nel 2026, il limite annuale di 35 giorni di sforamento del PM10 è stato superato già a inizio marzo, mentre la nuova direttiva europea abbasserà la soglia a 18 giorni.

Al centro della denuncia c’è l’impatto sanitario: l’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico è associata, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie e altre patologie, oltre a un incremento della mortalità. L’associazione parla di un rischio “prevedibile ed evitabile”, con pesanti ricadute sulla qualità della vita e sui costi del sistema sanitario.

I legali sottolineano come, alla luce dei reati ambientali introdotti nel 2015, possano configurarsi responsabilità penali legate anche alla tutela della qualità dell’aria. Resta ora da capire se l’inchiesta avrà sviluppi diversi rispetto a precedenti analoghi, spesso conclusi senza conseguenze per gli amministratori.

Per i promotori dell’esposto, la questione non è emergenziale ma strutturale: da anni sono noti cause e rimedi, ma le politiche adottate sono state rinviate o insufficienti. Tra le soluzioni indicate: rafforzare il trasporto pubblico, estendere le limitazioni al traffico senza deroghe, investire in mobilità ciclabile e intervenire in modo più deciso sul riscaldamento domestico.

Fonte: Repubblica