Nuovo allarme sulla qualità dell’aria in Lombardia. I dati diffusi da Legambiente, elaborati sulle rilevazioni ARPA nel periodo 1° gennaio – 15 marzo 2026, evidenziano un deciso peggioramento dei livelli di PM10 rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando una tendenza ormai strutturale che interessa gran parte della pianura padana. 

Già a fine inverno, diverse centraline hanno superato il limite annuale di 35 giorni di sforamento della soglia giornaliera, segnalando una situazione critica con largo anticipo rispetto alla fine dell’anno. Il rischio concreto è che nel 2026 la maggior parte dei capoluoghi lombardi si trovi fuori legge, anche alla luce dei futuri standard europei più stringenti, che ridurranno ulteriormente i limiti di concentrazione ammessi. 

Il quadro che emerge è quello di un inquinamento diffuso e multi-fattoriale:

  • il traffico veicolare motorizzato, soprattutto nelle aree urbane e lungo le grandi direttrici, resta il principale fattore di pressione;
  • gli allevamenti intensivi, particolarmente concentrati nella bassa pianura, contribuiscono in modo significativo alla formazione di particolato secondario;
  • la combustione di biomasse legnose, spesso intensificata nei mesi invernali, incide soprattutto nei contesti residenziali;
  • alcune attività produttive locali (come il comparto del legno-arredo o le attività estrattive) generano ulteriori emissioni specifiche. 

Un elemento particolarmente rilevante riguarda il fatto che le situazioni peggiori non si registrano solo nei grandi centri urbani, ma anche in città medie e piccoli comuni inseriti in veri e propri “distretti dell’inquinamento”, dove la combinazione di fonti emissive e condizioni meteo-climatiche sfavorevoli produce livelli di concentrazione molto elevati. 

In questo contesto, le aree metropolitane come Milano continuano a rappresentare i punti più critici per l’impatto del traffico, mentre città come Bergamo mostrano condizioni meno gravi ma comunque incompatibili con gli obiettivi europei di qualità dell’aria.

Milano: traffico e concentrazioni elevate lungo gli assi urbani

Milano continua a rappresentare uno dei principali hotspot lombardi per l’inquinamento atmosferico, soprattutto per l’impatto del traffico veicolare.

  • La centralina di viale Marche ha già registrato 39 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10 entro metà marzo 2026, ben oltre i livelli dello scorso anno. 
  • Le quattro centraline urbane mostrano concentrazioni medie elevate, superiori alla soglia normativa annuale di 40 μg/m³. 
  • Il dato riflette in modo diretto la pressione del traffico motorizzato lungo le principali direttrici urbane e tangenziali.

Pur non essendo più sul podio regionale (superata da Lodi, Monza e Cremona), Milano resta una delle città strutturalmente più esposte, dove il problema è legato soprattutto alla mobilità urbana e alla densità emissiva complessiva.

In prospettiva mobilità, il dato rafforza la necessità di:

  • riduzione del traffico privato
  • rafforzamento del trasporto pubblico e delle ZTL
  • accelerazione su “Città 30” e mobilità attiva

Bergamo: meno critica ma comunque oltre i target futuri

La situazione di Bergamo appare meno grave rispetto ai grandi poli della pianura, ma comunque lontana dagli obiettivi europei.

  • I valori medi di PM10 risultano inferiori rispetto ai capoluoghi più inquinati, collocandosi sotto la soglia dei 40 μg/m³. 
  • Tuttavia, anche Bergamo supera il nuovo target europeo previsto al 2030 (20 μg/m³), evidenziando un problema strutturale diffuso. 
  • I giorni di superamento risultano più contenuti (circa 16 giorni nella centralina di riferimento), ma comunque in crescita rispetto al 2025. 

Il contesto pedemontano offre condizioni meteorologiche leggermente più favorevoli alla dispersione degli inquinanti, ma non sufficienti a garantire livelli di qualità dell’aria adeguati.

👉 Per Bergamo la sfida è preventiva:

  • evitare il peggioramento dei livelli con nuove infrastrutture ad alto impatto
  • consolidare politiche di mobilità sostenibile (TPL, ciclabilità, e-BRT)
  • ridurre le emissioni diffuse (riscaldamento domestico, traffico locale)