Traffico e inquinamento continuano a gravare su Roma, mentre l’Unione europea ha aperto una nuova procedura di infrazione contro l’Italia. Secondo il rapporto «Mal’Aria di città 2026» di Legambiente, la Capitale registra una media annua di 28 microgrammi per metro cubo di biossido di azoto, oltre il nuovo limite europeo di 20 µg/m³ previsto dal 2030. Roma è settima in Italia per concentrazione di NO2.
Nel Lazio la situazione è critica anche a Frosinone, con 55 giorni oltre il limite di PM10, quinta peggiore città italiana per superamenti giornalieri, mentre Latina presenta scostamenti significativi rispetto ai target futuri. Nessuna criticità invece per Rieti e Viterbo.
Guardando ai nuovi limiti europei (20 µg/m³ per PM10 e NO2, 10 µg/m³ per PM2,5), entro quattro anni Roma dovrà ridurre il PM10 del 13%, il PM2,5 del 17% e l’NO2 del 29%.
A livello nazionale, nel 2025 scendono a 13 i capoluoghi oltre il limite giornaliero di PM10 (erano 25 nel 2024), ma il miglioramento è giudicato fragile. Con i parametri 2030, oggi sarebbero fuori norma il 53% delle città per PM10, il 73% per PM2,5 e il 38% per NO2.
Legambiente chiede un’accelerazione su trasporto pubblico locale, elettrificazione dei bus, nuove tramvie, metropolitane, mobilità condivisa, ciclabilità e misure più incisive sulla Fascia Verde.
Fonte: Corriere della Sera