Venerdì 8 maggio 2026 torna anche in Italia Streets for Kids, la grande mobilitazione europea promossa dalla Clean Cities Campaign, che porterà in strada migliaia di bambine e bambini per chiedere città più sicure, meno traffico e più spazio per la mobilità attiva.

Per tutto il mese sono previsti oltre 350 eventi in Europa, di cui più di 150 in Italia, tra feste di strada, biciclettate, pedibus e iniziative davanti alle scuole.

Strade scolastiche al centro della domanda sociale

Secondo un sondaggio europeo della campagna, le strade scolastiche risultano la misura più richiesta dalle famiglie per migliorare sicurezza, qualità dell’aria e autonomia dei più piccoli: le chiede un genitore su due.

L’84% dei bambini si sposta già almeno occasionalmente a piedi, in bici o con mezzi pubblici, evidenziando un forte potenziale per la mobilità attiva, oggi ancora limitato da traffico e insicurezza stradale.

Un modello per città più vivibili

Le strade scolastiche – chiuse al traffico negli orari di entrata e uscita – sono considerate uno strumento chiave anche da organismi internazionali per rendere le città più a misura di bambino, insieme a piste ciclabili protette e limiti di velocità ridotti.

Le città italiane tra progressi e ritardi

Alcune città stanno accelerando:

  • Roma ha già realizzato 20 strade scolastiche e ne prevede altre 20 entro fine mandato
  • Milano ha attivato 25 piazze scolastiche e prosegue con nuove pedonalizzazioni
  • Torino, Bologna, Padova e Genova stanno avviando i primi progetti

Nonostante i progressi, il percorso resta ancora lontano da una diffusione capillare, mentre l’obiettivo indicato da molte città europee è garantire spazi scolastici sicuri entro il 2030.

Mobilità attiva e salute urbana

L’edizione 2026 si intreccia con Bimbimbici, iniziativa nazionale della FIAB, rafforzando il messaggio: promuovere spostamenti attivi significa migliorare salute, qualità dell’aria e vivibilità urbana.

Streets for Kids si conferma così non solo una mobilitazione simbolica, ma una leva concreta per ripensare lo spazio pubblico, restituendolo ai più piccoli e, allo stesso tempo, rendendo le città più sostenibili per tutti.