La Superciclabile tra Firenze e Prato, lunga 12 chilometri, è una delle infrastrutture più attese per la mobilità sostenibile nell’area metropolitana, ma resta ancora incompleta. La Conferenza dei servizi è in corso, mentre mancano all’appello quattro lotti (circa 4,9 km) e soprattutto le connessioni tra i tratti già realizzati.

Ad oggi sono stati completati tre lotti (1, 2 e 7) per oltre 7 chilometri, con tratti già funzionanti tra Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Prato. Alcune sezioni risultano moderne e ben attrezzate – illuminate, sicure e dotate di servizi – mentre altre presentano ancora criticità, con passaggi promiscui nel traffico.

Il progetto è considerato il primo esempio in Italia di ciclabile ad alta capacità, pensata non solo per il tempo libero ma anche per gli spostamenti quotidiani dei pendolari. La parte più complessa riguarda l’attraversamento della Piana Fiorentina, dove sono previste opere ingegneristiche rilevanti: un viadotto ciclabile di oltre 500 metri, ponti sui torrenti, un attraversamento sopra l’autostrada A1 e un sottopasso ciclopedonale.

La Città Metropolitana ha già finanziato la progettazione dei lotti mancanti ed è alla ricerca delle risorse necessarie per la realizzazione, che richiederà investimenti per decine di milioni di euro.

Secondo la sindaca metropolitana Sara Funaro, l’opera è destinata a ridisegnare la mobilità ciclabile, grazie anche all’integrazione con stazioni ferroviarie e sistema tramviario. Il tracciato si collegherà infatti a nodi strategici come le stazioni di Castello, Zambra, San Donnino e Pratignone, oltre alla ciclovia del Sole.

Associazioni e utenti chiedono però tempi rapidi per il completamento: la ciclabile è già utilizzata da pendolari che percorrono il tragitto quotidianamente, ma l’assenza di alcuni collegamenti – in particolare il passaggio sull’A1 – limita sicurezza ed efficienza.

Parallelamente, proseguono altri investimenti sulla mobilità ciclabile nell’area fiorentina, con nuovi progetti finanziati anche da Rfi. L’obiettivo è costruire una rete integrata tra bici, trasporto pubblico e infrastrutture urbane, capace di offrire un’alternativa concreta all’auto privata.

Fonte: la Repubblica