Restano da chiarire modalità e tempistiche, ma il quadro istituzionale appare ormai definito: spetterà alla Regione Lombardia trovare le risorse mancanti per garantire l’avvio della linea tramviaria T2 della Val Brembana. A dirlo è il presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, che esclude la possibilità per via Tasso di inserire a bilancio una cifra così consistente, soprattutto dopo l’approvazione del previsionale.
Per la messa in esercizio della T2 nel 2026 servono 1,7 milioni di euro, cui si aggiungono altri 5,4 milioni nelle due annualità successive per gestione e manutenzione. Le cifre sono contenute in un ordine del giorno condiviso da quasi tutti i consiglieri regionali bergamaschi, ora all’attenzione del Consiglio regionale impegnato nell’approvazione del nuovo bilancio del Pirellone. Il documento è sostenuto anche dall’assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente, che però deve fare i conti con un taglio delle risorse del suo assessorato.
All’origine del problema c’è un ricorso presentato da Atm (Azienda trasporti milanesi) sul riparto dei fondi, accolto dai giudici, che ha imposto una revisione complessiva della distribuzione del fondo di bacino alle Agenzie del trasporto pubblico locale. «A causa di alcuni parametri – spiega Gandolfi – Bergamo è stata penalizzata, con il venir meno di quel milione e 700 mila euro necessario per far funzionare la T2».
Il tema dei costi di esercizio della nuova tramvia, finanziata con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, non è nuovo: era già stato sollevato a marzo con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Ma ora il tempo stringe. Come ricordato dal presidente di Teb, Filippo Simonetti, le risorse dovranno essere disponibili a inizio gennaio per rispettare i tempi di avvio del servizio.
La Provincia, che già contribuisce con circa 800 mila euro l’anno alla gestione della T1, non è in grado di sostenere un impegno analogo anche per la T2. Difficoltà simili riguardano il Comune di Bergamo, che potrebbe eventualmente intervenire solo con risorse una tantum. Da Palazzo Frizzoni, tuttavia, l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda si dice fiducioso: «Sono state poste tutte le premesse per ottenere il contributo necessario per il 2026 e gli anni successivi».
fonte: Corriere