Legambiente denuncia come irresponsabile la scelta del Governo di tagliare del 75%, dal 2026 al 2028, le risorse destinate al miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano, proprio mentre Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna iniziano a mostrare i primi segnali di miglioramento grazie alle misure adottate negli ultimi anni.
Un definanziamento che rischia di far saltare i piani regionali, esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione e mettendo a rischio la salute di 25 milioni di cittadini, in un’area che registra ancora 43.000 vittime l’anno attribuibili al PM2,5 secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente.
Per l’associazione, il taglio rappresenta un grave passo indietro nelle politiche ambientali e climatiche nazionali, proprio mentre la scienza — e le sollecitazioni internazionali — chiedono di accelerare. Legambiente invita Parlamento e Governo a ripristinare subito i fondi, rafforzare il coordinamento con le Regioni e considerare la qualità dell’aria una priorità sanitaria e strategica per il Paese.