Nonostante in questi giorni la sosta sulle strisce blu sia gratuita e la ZTL centrale sospesa, a Torino trovare parcheggio resta un’impresa, soprattutto nelle ore di punta. Scene di auto in doppia fila, code e veicoli che girano a vuoto alla ricerca di uno stallo fotografano bene la realtà di una città tra le più motorizzate d’Italia, con 69 auto ogni 100 abitanti. È un retaggio della storia industriale legata alla Fiat, che ha lasciato in eredità strade progettate più per le auto che per le persone e un’abitudine al volante difficile da cambiare.

Secondo Aipark, circa il 30% del traffico urbano è generato proprio dalla ricerca di parcheggio. A Torino mancano circa 16.500 posti per raggiungere lo standard europeo di uno stallo ogni 10 residenti; oggi il rapporto è 1 su 15, dato comunque migliore rispetto ad altre città italiane. La velocità media in centro è di appena 17 km/h, quinta peggiore tra le aree metropolitane italiane (fonte INRIX 2024).

Il problema è amplificato dal tasso di motorizzazione nazionale, tra i più alti al mondo: 693 vetture ogni mille abitanti, contro la media europea di 560. A Torino, nel primo trimestre 2025, sono state comminate oltre 129 mila multe per divieto di sosta (di cui 73 mila da Gtt) e rimosse 1.674 auto. A fine anno si potrebbe arrivare a circa mezzo milione di sanzioni e 6 mila rimozioni, in linea con gli anni precedenti.

Per affrontare la situazione, il Comune punta a due strategie: aumentare i parcheggi disponibili e incentivare l’interscambio con il trasporto pubblico. Tra le novità, un parcheggio interrato da 605 posti a piazza Bengasi collegato alla metropolitana, 500 nuovi stalli al Valentino e agevolazioni tariffarie per i residenti nelle aree di Palagiustizia e Bixio, con navetta gratuita Star per il centro. Misure analoghe saranno prorogate per il parcheggio Lancia.

L’obiettivo è alleggerire il traffico favorendo l’uso combinato auto–mezzi pubblici, ma con un tasso di motorizzazione quasi doppio rispetto al target 2030 (meno di 35 auto ogni 100 abitanti), la strada per raggiungere una mobilità più sostenibile appare ancora lunga e in salita.

Fonte: Corriere.it