Si accende il confronto tra Comune di Torino e Regione Piemonte sul futuro affidamento del servizio di trasporto pubblico locale a GTT. La proposta condivisa da Palazzo Civico e dall’Agenzia della Mobilità Piemontese (AMP) prevede una concessione in house dal 2027 al 2033, senza gara, per le tratte urbane e suburbane.

Dietro le quinte, però, emergono tensioni legate ai fondi invariati rispetto al 2023, nonostante inflazione e nuovi investimenti. La Città chiede risorse aggiuntive, mentre la Regione frena, sostenendo che un affidamento diretto richiede solidi parametri economici e infrastrutturali.

A rilanciare l’allarme sono stati i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Faisa-Cisal e Ugl, preoccupati per possibili tagli alle linee e fino a 600 posti di lavoro a rischio, con l’ipotesi di riduzione delle corse extraurbane da 8,5 a 2,2 milioni di km annui. La Cgil parla di uno “scambio inaccettabile” tra servizi urbani garantiti e privatizzazione dell’extraurbano, mentre la Regione assicura che non ci saranno riduzioni di personale ma “più servizi e migliore copertura del territorio”.

In attesa dell’intesa definitiva, resta aperto il nodo del finanziamento e della tenuta occupazionale in vista della nuova concessione.

Fonte: Repubblica