A Torino crescono le proteste per i ritardi dei cantieri, a partire da via Chiesa della Salute, dove la viabilità avrebbe dovuto essere ripristinata entro fine maggio. Dopo il mancato rispetto anche della scadenza del 3 settembre, il Comune ha affidato d’urgenza a un’altra impresa la messa in sicurezza e il completamento della strada, puntando a riaprire la carreggiata verso sud entro il 21 settembre. 

Dal 15 settembre Gtt dovrebbe iniziare i lavori per la nuova fermata e la linea bus 10 potrebbe tornare a transitare nella strada entro ottobre. Più lunga l’attesa per il tram: devono essere completati linea aerea e collaudi e il ritorno del servizio è ora previsto per gennaio 2027. I commercianti denunciano di essere senza trasporto pubblico da sette mesi e stimano cali medi del fatturato fra il 40 e il 50%. 

Ritardi interessano anche il cantiere di piazza Bengasi, dove sono in corso il parcheggio di interscambio e la sistemazione della piazza, per circa 33 milioni di euro. A rallentare l’intervento è stata soprattutto la bonifica dei terreni contaminati da idrocarburi e metalli pesanti. Tra le ipotesi per recuperare tempo figurano doppi turni per alcune lavorazioni e l’apertura del parcheggio in un’unica soluzione anziché in due fasi. 

Nel complesso Torino conta 373 cantieri per oltre 3,6 miliardi di euro: 264 conclusi, 93 in corso e 16 in progettazione. Anche l’Idropolitana, il nuovo collettore fognario di 14 chilometri, accumula ritardi: gli scavi, inizialmente inseriti in un programma fino al 2027, dovrebbero protrarsi almeno fino al 2028. 

Fonte: Corriere della Sera – Torino, 11 settembre 2026⁠