A Torino le strade interessate dagli autovelox salgono a 52, nell’ambito del nuovo decreto firmato dal prefetto Donato Cafagna, in attuazione della riforma voluta dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

In tutta la provincia sono stati autorizzati 313 tratti stradali (38 statali, 203 provinciali, 72 comunali) per l’installazione o l’utilizzo di dispositivi di rilevamento della velocità senza obbligo di contestazione immediata.

Nuove attivazioni in città

Solo nel capoluogo sono già operativi due nuovi dispositivi in corso Grosseto 169 e corso Giulio Cesare 283, mentre un terzo in corso Venezia è in fase di attivazione. Restano inoltre numerose postazioni mobili autorizzate dalla Prefettura.

Torino deteneva già il primato nazionale per numero di apparecchi fissi: 121, quattro in più di Roma pur con metà degli abitanti. Il record sembra destinato a confermarsi.

Multe e sicurezza stradale

In città le sanzioni per eccesso di velocità sono circa 120 mila l’anno. E i numeri dell’incidentalità restano preoccupanti: nel primo semestre 2025 si sono registrati 3.952 incidenti (+3,6% rispetto al 2024), con 27 vittime e oltre 3.200 feriti.

I dati dell’Osservatorio prefettizio indicano un aumento degli incidenti con feriti (+6,9%). Le statistiche mostrano che la presenza di autovelox tende a ridurre sinistri e gravità degli impatti.

Il nodo delle strade urbane

Resta però aperta la polemica sui limiti normativi: fuori da autostrade e strade extraurbane principali, l’installazione di dispositivi fissi richiede autorizzazione prefettizia e dimostrazione di un elevato tasso di incidenti.

Diversi sindaci piemontesi denunciano difficoltà operative e carenza di strumenti preventivi, soprattutto sulle strade urbane di scorrimento dove si sono verificate vittime tra pedoni e ciclisti nelle prime settimane del 2026.

Cos’è un autovelox

L’autovelox è un dispositivo elettronico che rileva a distanza la velocità dei veicoli tramite radar o laser, registrando targa, ora e velocità. Può essere fisso o mobile e viene utilizzato con finalità di prevenzione e sicurezza per ridurre incidentalità e gravità degli impatti.

Fonte: Corriere della Sera