Il comitato “Il trasporto che ci salva”, nato dall’iniziativa di sindacati, pendolari, associazioni ambientaliste e dei consumatori, apre il confronto ad aziende del settore e istituzioni locali per costruire una piattaforma comune sul futuro della mobilità piemontese. In vista di un incontro pubblico previsto a Torino, sono state inviate lettere ad associazioni di categoria, enti locali e organizzazioni del trasporto per chiedere una strategia condivisa e maggiori investimenti.

L’obiettivo è superare una logica di interventi frammentati e affrontare in modo organico le criticità del sistema: carenza di autisti, mezzi obsoleti, ritardi, linee soppresse e servizi insufficienti per pendolari e cittadini. Secondo il comitato, serve una pianificazione regionale che rimetta il trasporto pubblico al centro delle politiche territoriali.

L’analisi presentata dal comitato evidenzia un forte malcontento degli utenti: il 53% dei circa duemila pendolari coinvolti in un questionario giudica insufficiente la qualità del servizio di tram, autobus e treni regionali. Tra i problemi principali figurano la mancanza di circa 600 autisti nel sistema piemontese, l’età media elevata della flotta (10,65 anni) e il fatto che una quota significativa dei mezzi ha oltre 18 anni.

Nel dossier che sarà consegnato alla Regione saranno raccolte le principali criticità e le richieste di intervento. Il comitato chiede un confronto stabile con istituzioni e amministrazioni locali per definire priorità e investimenti, puntando sul potenziamento del trasporto pubblico come leva per la mobilità sostenibile e la coesione territoriale.

Fonte: la Repubblica