Le pagine social torinesi che promuovono mobilità attiva e riqualificazione urbana sono bersaglio di insulti e minacce, tanto da spingere i loro autori a proteggere la propria identità. È quanto racconta il Corriere della Sera, attraverso le esperienze di «Bel Parcheggio» e «Torino sarebbe bellissima».
La prima, attiva da tre anni e seguita da circa 20 mila persone, documenta auto in sosta sulle ciclabili e comportamenti che mettono a rischio chi pedala. Il suo autore, Alessandro, pubblica riprese e segnalazioni dei cittadini e distribuisce adesivi di carta rimovibili per evidenziare gli ostacoli al passaggio. Ha ricevuto anche minacce di aggressione fisica.
«Torino sarebbe bellissima» propone invece immagini elaborate con l’intelligenza artificiale per immaginare strade e piazze con più alberi, verde e piste ciclabili. Anche il suo autore, che resta anonimo, denuncia messaggi intimidatori e minacce di morte, nonostante le proposte non eliminino necessariamente le automobili.
L’articolo descrive un clima di ostilità che persiste anche dopo la morte di Nicolò, investito il 22 settembre mentre andava a scuola in bicicletta con il padre. Una contrapposizione che rende più difficile discutere di sicurezza stradale e di una distribuzione dello spazio urbano capace di tutelare gli utenti più vulnerabili.
Fonte: Corriere della Sera, 1° ottobre 2026.