Migliora la qualità dell’aria in Toscana, compresa la conca fiorentina, ma i progressi non bastano per centrare gli obiettivi fissati al 2030 dalla direttiva europea 2881 del 2024. È quanto emerge dal rapporto Mal’Aria di città 2026, basato sui dati 2025 delle 37 centraline dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana per polveri sottili (Particulate Matter 10 e Particulate Matter 2.5), biossido di azoto e ozono.

Il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, si dice «positivamente sorpreso» dal trend in miglioramento, ma invita a non abbassare la guardia: servono interventi su mobilità sostenibile e climatizzazione domestica, oltre al pieno recepimento della normativa europea e al mantenimento dei fondi. Anche l’Agenzia regionale accelera sulla riorganizzazione della rete di monitoraggio.

I limiti al 2030 e le criticità

I nuovi target prevedono:

  • 20 microgrammi per metro cubo per il PM10
  • 10 microgrammi per metro cubo per il PM2.5
  • 20 microgrammi per metro cubo per il biossido di azoto

Applicando oggi questi limiti, 9 centraline sarebbero fuori norma per il Particulate Matter 10 (tra cui Firenze Lavagnini e Ponte alle Mosse, Montale, Capannori e Lucca Micheletto), 6 per il biossido di azoto (ancora Firenze, oltre ad Arezzo, Livorno e Siena) e 12 su 16 per il Particulate Matter 2.5, con Firenze tra le più critiche.

Firenze e Lucca registrano una media di 22 microgrammi per metro cubo di Particulate Matter 10. Tuttavia, a Firenze Ponte alle Mosse riduce del 70% la media dei superamenti giornalieri (da 60 nel triennio 2011-2013 a 20 nel 2023-2025). Miglioramenti anche a Viale Gramsci e a Montale. Capannori resta tra le aree più esposte ma dimezza i giorni di superamento rispetto al 2024.

Per il Particulate Matter 2.5 Firenze segna 14 microgrammi per metro cubo (–26% necessario per rispettare il 2030), Prato 13 (–20%), Arezzo e Pisa –17%. Positivo il calo di lungo periodo: a Firenze Viale Gramsci si passa da 21 microgrammi per metro cubo nel 2011 a 11 nel 2025.

Sul biossido di azoto Siena registra 23 microgrammi per metro cubo, Firenze 21. Pochissime città si avvicinano ai 10 microgrammi raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per l’ozono, diverse stazioni restano sotto i 25 superamenti annui suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma persistono criticità a Signa, Lucca e Montale.

Legambiente Toscana chiede più risorse per le Agenzie ambientali, considerate un presidio scientifico e democratico fondamentale per monitoraggi più accurati e politiche efficaci.

Fonte: la Repubblica