Napoli affronta uno dei momenti più critici dell’anno sul fronte della mobilità: traffico paralizzato, smog percepito dai cittadini e difficoltà anche per i mezzi di soccorso, dal Vomero al centro storico fino agli assi di collegamento verso l’autostrada. Secondo l’indagine Inrix, nel 2025 ogni automobilista napoletano ha trascorso in media 43 ore negli ingorghi, un dato in peggioramento rispetto al 2024, che conferma come la città resti stabilmente tra le più congestionate d’Italia.
La situazione esplode nei giorni che precedono il Natale, complice la corsa agli acquisti, la presenza massiccia di furgoni per le consegne spesso in doppia fila e l’assenza di alternative efficaci all’uso dell’auto privata in alcune zone. A questo si aggiungono eventi straordinari, come il passaggio della Fiamma Olimpica, che comportano chiusure estese e un inevitabile effetto paralisi.
Intervistato sul tema, l’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Edoardo Cosenza difende l’azione dell’amministrazione: «Non credo che per Natale si potesse fare di più. Le strade sono quelle che sono, l’invito è utilizzare i mezzi pubblici». Cosenza ricorda le Ztl già attive, i prolungamenti del servizio metropolitano e i numeri record del trasporto pubblico durante l’Immacolata, con circa 150 mila viaggiatori al giorno sulla Linea 1 e 10 mila sulla Linea 6. Alla domanda sul perché il traffico resti elevato in quartieri ben serviti come il Vomero, l’assessore è netto: «Mi meraviglio che chi poteva usare il trasporto pubblico non lo abbia fatto».
Guardando al futuro, l’amministrazione guidata dal sindaco Manfredi punta a una svolta strutturale dal 2026: progressiva introduzione e ottimizzazione delle Ztl, non più “a macchia di leopardo” ma inserite in un quadro organico definito dal nuovo Piano generale del traffico, attualmente in fase di studio. Le zone attenzionate includono Centro storico, Quartieri Spagnoli e Vomero, con possibili limitazioni per aree o per periodi, ad esempio nei fine settimana.
Il rafforzamento del trasporto pubblico è l’altro pilastro della strategia: uscita di ANM dal concordato, nuove assunzioni di macchinisti e autisti, aumento delle frequenze (fino a una corsa ogni 5–6 minuti sulla Linea 1), nuovi treni per la Linea 6, parcheggi di interscambio aperti anche nel weekend e nuove piste ciclabili previste tra primavera ed estate. Una direzione chiara, che però, come dimostrano le giornate di questi giorni, richiederà tempo prima di tradursi in un alleggerimento concreto del traffico e dello smog quotidiano.
Fonte: Repubblica