Il rapporto “Health impacts of low-carbon transport in cities” dell’International Council on Clean Transportation mostra come le politiche per ridurre le emissioni nel settore dei trasporti urbani generino benefici simultanei per il clima e per la salute. Analizzando 12 aree metropolitane, lo studio confronta scenari di forte decarbonizzazione con quelli attuali, valutando impatti su qualità dell’aria, mortalità, attività fisica e sicurezza stradale.

Le misure per una mobilità a basse emissioni – elettrificazione, potenziamento del trasporto pubblico, infrastrutture ciclabili e pedonali, politiche di gestione della domanda – possono ridurre fino al 40% le concentrazioni urbane di biossido di azoto e PM2.5 entro il 2030, prevenendo migliaia di morti premature. L’aumento della mobilità attiva genera ulteriori benefici sanitari, spesso superiori a quelli derivanti dal solo miglioramento della qualità dell’aria, mentre interventi come Zone 30 e piste ciclabili protette riducono gli incidenti stradali e aumentano l’aspettativa di vita.

Secondo l’ICCT, ogni euro investito in trasporti puliti produce risparmi multipli per i sistemi sanitari e vantaggi economici diffusi. Le città, grazie alla possibilità di integrare misure diverse, sono i luoghi dove questi benefici emergono più rapidamente. Il rapporto raccomanda di accelerare elettrificazione e riduzione del parco auto, rafforzare le reti ciclabili e pedonali, introdurre misure come congestion charge e Zone a Traffico Limitato, e integrare obiettivi sanitari nella pianificazione urbana.

La conclusione è netta: scegliere trasporti a basse emissioni significa investire in cittadini più sani, città più vivibili e sistemi sanitari più resilienti.