La transizione verso trasporti a zero emissioni non rappresenta soltanto una scelta climatica e industriale, ma una vera politica di salute pubblica. Un rapporto dell’International Council on Clean Transportation stima che nel 2024 l’inquinamento prodotto dai veicoli stradali abbia contribuito a quasi 700.000 morti premature e a circa 250.000 nuovi casi di asma tra bambini e adolescenti.

Senza un rafforzamento delle politiche, entro il 2050 le vittime potrebbero raggiungere 1,2 milioni all’anno, con un aumento del 74%. Particolarmente rilevante è il contributo di camion e autobus: pur rappresentando soltanto il 5% dei veicoli, producono il 60% degli ossidi di azoto e il 55% del PM2,5 emessi allo scarico dal trasporto stradale.

Lo scenario più ambizioso, basato sul raggiungimento del 100% delle vendite di veicoli a zero emissioni entro il 2045, permetterebbe di evitare complessivamente 8,8 milioni di morti premature e 1,7 milioni di nuovi casi di asma pediatrica entro il 2050.

Per le città italiane l’elettrificazione deve inserirsi in una strategia più ampia: rinnovo prioritario degli autobus e dei mezzi pesanti, zone a basse emissioni, controlli sulle emissioni reali, potenziamento del trasporto pubblico e riduzione della dipendenza dall’automobile privata, favorendo gli spostamenti a piedi e in bicicletta.

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