Il nuovo Report della Mobilità 2025 di AMAT, presentato al Forum della Mobilità, conferma una trasformazione strutturale di Milano: più abitanti, più attrattività economica e turistica, ma anche meno traffico, più mobilità attiva e un miglioramento tangibile della qualità dell’aria. Il confronto, basato su dati dal 2016 al 2024, evidenzia come politiche continue e integrate abbiano cambiato il volto della città.
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Area B e Area C: un impatto netto sulla qualità dell’aria
Il dato più significativo riguarda la riduzione del biossido di azoto (NO₂).
Dal 2019 – con l’introduzione di Area B – le concentrazioni rilevate all’interno della città sono scese sotto quelle registrate fuori Milano, invertendo una tendenza storica. L’effetto è particolarmente evidente considerando solo i valori estivi, che escludono l’impatto del riscaldamento domestico.
Il miglioramento non è stato frenato dal lieve aumento degli ingressi in Area B nel 2024 (+0,5%): il rinnovo del parco veicoli continua infatti rapidamente. Dal 2022 gli ingressi dei diesel sono calati del 12%, sostituiti soprattutto da auto ibride (dal 9% al 20%).
In Area C prosegue la riduzione degli accessi: –12% dal 2019, con oltre il 47% degli utenti che entra solo una volta l’anno.
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Una città che cresce, ma più sostenibile
Milano registra +3% di residenti in dieci anni, +2% di lavoratori e un aumento del turismo del 23% rispetto al 2016, con il traffico aereo di Linate cresciuto del 13% in un anno. Una pressione demografica significativa, che non ha però impedito i progressi ambientali.
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Nuove abitudini di mobilità
Il grande questionario AMAT del 2023 (20mila rispondenti, oltre 3 milioni di abitanti rappresentati) evidenzia una forte differenza tra Milano e l’hinterland.
• A Milano: negli spostamenti giornalieri prevale la mobilità attiva (35%), seguita da auto (31%) e trasporto pubblico (29%).
• Nell’area metropolitana: domina l’auto privata (53%).
• Per viaggi sistematici (scuola/lavoro) vince il trasporto pubblico.
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Trasporto pubblico: risalita dopo il post-Covid
L’intera rete del TPL resta a livelli inferiori al pre-pandemia (675 milioni di passeggeri, –16% rispetto al 2019), ma la metropolitana cresce: +3% nel 2024 con 341 milioni di utenti.
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Tasso di motorizzazione e sicurezza stradale
Mentre il dato italiano sale a 701 auto ogni 1.000 abitanti (contro una media UE di 571), Milano resta molto più bassa con 497, pur con una leggera risalita (+0,4%).
Dal 2016 gli incidenti sono diminuiti del 13%, i feriti del 20% e i morti del 16%.
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Sharing mobility: Milano prima in Italia
La mobilità condivisa continua a crescere: i noleggi giornalieri passano da 22.600 (2016) a 34.700 (2024), +53%. Negli ultimi anni c’è stato uno spostamento verso bici e monopattini. In collaborazione con la Città Metropolitana, il Comune sta spingendo anche sul carpooling.
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Una rete ciclabile sempre più ampia
L’offerta ciclabile raggiunge 332 km (+54% dal 2016), grazie anche alle connessioni con la rete metropolitana CAMBIO.
La ripartizione:
• 120 km in sede propria
• 79 km in segnaletica
• 61 km in sede promiscua pedoni-bici
• 72 km in sede promiscua con moderazione della velocità
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Spazio pubblico: più aree pedonali e nuove piazze
Dal 2016 le aree pedonali sono cresciute del 27%. Solo nel 2024 sono state realizzate 11 nuove piazze aperte, portando il totale a 54.
Le Zone 30 hanno avuto un incremento record: +112% nel 2024, trainate dalle oltre 100 strade scolastiche portate a 30 km/h.
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Conclusione
Come sottolinea l’assessora Arianna Censi, lo sviluppo combinato di nuove infrastrutture, rigenerazione urbana, politiche di limitazione del traffico e cambiamento dei comportamenti ha reso Milano più intermodale, più attiva, più vivibile.
E soprattutto: «i suoi cittadini e le sue cittadine respirano un’aria meno inquinata».