La Commissione europea ha pubblicato la terza edizione delle linee guida per la redazione e l’attuazione dei Piani urbani della mobilità sostenibile. I PUMS non sono considerati semplici documenti tecnici, ma strumenti per migliorare accessibilità e qualità della vita, riducendo emissioni, traffico, incidentalità e disuguaglianze. Entro la fine del 2027 dovranno adottarne uno i 431 nodi urbani della rete europea TEN-T.

Il cambiamento di prospettiva è netto: dalla pianificazione incentrata sulla circolazione dei veicoli a quella costruita sulle esigenze delle persone. Trasporto pubblico, mobilità attiva, sicurezza stradale, sosta, sharing mobility, spazio pubblico e logistica urbana devono essere inseriti in un’unica strategia, con obiettivi misurabili e una visione di lungo periodo.

Particolare attenzione viene riservata agli utenti vulnerabili, attraverso reti ciclabili protette, marciapiedi accessibili, attraversamenti sicuri, moderazione della velocità e spazi scolastici protetti. I piani dovranno inoltre contrastare la povertà dei trasporti e garantire l’accesso a lavoro, scuola e servizi indipendentemente da reddito, età, genere, disabilità o luogo di residenza.

Le linee guida chiedono infine di pianificare sulla scala della “città funzionale”, superando i confini comunali, e di verificare concretamente i risultati attraverso indicatori relativi a quota modale, emissioni, congestione, inquinamento, accessibilità e incidenti. Per le città italiane la sfida sarà trasformare i PUMS da documenti programmatici in strumenti effettivi di governo, collegati a risorse, responsabilità e tempi certi.

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