Val Bisagno, mobilità al bivio: comitati chiedono confronto e rilanciano il tram contro l’ipotesi cabinovia

Il futuro della mobilità in Val Bisagno entra in una fase decisiva, tra nuove proposte progettuali, richieste di partecipazione e un confronto sempre più acceso sul modello di trasporto da adottare.

Dopo la presentazione dello studio del Politecnico di Milano, che ipotizza una cabinovia tra Brignole e Molassana, i comitati della vallata chiedono con forza l’avvio immediato di un percorso partecipato: un confronto aperto con cittadini e territori prima delle scelte definitive. L’assemblea plenaria sarà convocata nei prossimi giorni, ma una posizione comune è già emersa: serve “ascolto e confronto” fin da subito.

Sul piano tecnico, lo studio del Politecnico esclude soluzioni infrastrutturali più impattanti sulla viabilità, giudicando non sostenibili – anche dal punto di vista economico – sia il tram sia una metropolitana di superficie. Una valutazione che però viene contestata dai comitati, che rilanciano il progetto tramviario come opzione prioritaria, portando esempi di casi di successo e sostenendo la possibilità di realizzare una linea anche senza grandi modifiche alla rete stradale.

Dal lato dell’amministrazione, il percorso partecipativo viene rimandato alla conclusione dello studio definitivo, atteso nelle prossime settimane. Nel frattempo, la giunta difende la cabinovia come soluzione più sostenibile, meno costosa e coerente con la domanda di mobilità, sottolineando anche le potenzialità di riqualificazione urbana connesse all’intervento.

Restano però forti le criticità sollevate da comitati e opposizioni: dubbi sull’effettiva utilità del sistema, sull’impatto ambientale, sulla capacità di trasporto e soprattutto sulla copertura finanziaria. Il tema dei fondi e del ruolo del Ministero dei Trasporti sarà infatti decisivo per la fattibilità dell’opera.

Dopo una fase segnata da forti contrapposizioni politiche – culminate con l’abbandono del progetto di skymetro – il dibattito sembra ora spostarsi su un terreno tecnico. Tuttavia, lo scontro politico resta sullo sfondo e si preannuncia destinato a riaccendersi anche in Consiglio comunale.

La mobilità della Val Bisagno si configura così come un banco di prova emblematico: da un lato la scelta tra modelli di trasporto alternativi, dall’altro la capacità delle istituzioni di costruire decisioni condivise. Un equilibrio complesso tra sostenibilità, efficacia e consenso, che nei prossimi mesi sarà determinante per il futuro della valle.

Fonte: Repubblica