Il parco dei veicoli destinati al trasporto delle merci continua a crescere e a rinnovarsi, ma la transizione procede a velocità molto diverse nei principali Comuni capoluogo italiani.

I dati elaborati dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile, sulla base delle statistiche ACI, permettono di confrontare la consistenza e la composizione di autocarri, motocarri e trattori stradali registrati nei territori comunali nel 2015, 2020 e 2025.

L’analisi riguarda 18 Comuni capoluogo monitorati dall’Osservatorio: Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Prato, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia.

Il quadro generale mostra una consistente riduzione dei mezzi diesel appartenenti alle classi fino a Euro 4 e una rapida crescita degli Euro 6. Il ricambio tecnologico, tuttavia, non coincide ancora con una vera decarbonizzazione: nel 2025 i veicoli elettrici superano il 2% del parco merci soltanto nei Comuni di Torino e Roma, mentre in numerosi capoluoghi restano sotto lo 0,5%.

È importante precisare che i dati riguardano i mezzi registrati nei singoli Comuni capoluogo e non quelli effettivamente impiegati ogni giorno per le consegne all’interno della città. Non comprendono quindi tutti i veicoli provenienti dai territori circostanti che quotidianamente entrano nei capoluoghi e che vedremo in un successivo articolo.

Un parco merci generalmente in crescita

Tra il 2015 e il 2025 la consistenza dei veicoli per il trasporto merci aumenta in quasi tutti i Comuni considerati. Roma possiede il parco più numeroso, con 170.659 mezzi, seguita da Torino con 99.035, Milano con 72.436 e Napoli con 48.471.

L’incremento è particolarmente evidente a Torino, dove il totale passa da 53.210 veicoli nel 2015 a 99.035 nel 2025. Una variazione di queste dimensioni, molto superiore a quella registrata negli altri capoluoghi, suggerisce però cautela e rende opportuno verificare l’eventuale incidenza di cambiamenti nella classificazione o registrazione statistica dei mezzi.

Crescite significative interessano anche Catania, passata da 21.191 a 25.719 veicoli; Parma, da 12.095 a 14.443; Padova, da 9.514 a 11.318; e Bari, da 13.511 a 16.071.

Firenze presenta una dinamica differente: il parco comunale passa da 17.996 veicoli nel 2015 a 19.037 nel 2020, per poi scendere a 18.403 nel 2025. Anche Roma registra una discontinuità: dopo essere diminuita da 145.581 a 133.298 mezzi tra il 2015 e il 2020, la consistenza sale a 170.659 nel 2025.

La situazione nei Comuni capoluogo nel 2025

Comune capoluogoTotale veicoliDiesel fino a Euro 4Diesel Euro 6Elettrici
Roma170.65934,8%39,9%2,2%
Torino99.03521,0%57,5%2,6%
Milano72.43629,0%41,6%1,0%
Napoli48.47150,6%22,2%0,2%
Palermo32.80955,6%14,9%0,3%
Genova26.80535,2%30,8%0,9%
Catania25.71959,3%19,4%0,5%
Bologna20.14230,7%38,9%1,2%
Firenze18.40330,0%39,7%1,3%
Bari16.07142,7%31,6%1,2%
Prato15.37541,6%35,1%0,5%
Parma14.44335,9%38,7%0,7%
Cagliari13.66353,0%27,3%0,7%
Messina11.47961,0%12,0%0,3%
Padova11.31837,4%38,4%0,7%
Reggio Calabria11.23063,8%14,0%0,2%
Venezia10.46937,9%37,4%0,5%
Bergamo8.22029,4%43,6%0,7%

Torino guida il rinnovo del parco

Torino presenta la quota più bassa di mezzi diesel fino a Euro 4 tra i Comuni capoluogo analizzati: appena il 21%, contro il 66,2% del 2015.

Gli Euro 6 raggiungono il 57,5%, il valore più elevato del campione, mentre gli elettrici arrivano al 2,6%, pari a 2.565 mezzi. Torino è quindi prima sia per diffusione percentuale degli Euro 6 sia per quota di veicoli elettrici.

Il dato più sorprendente resta la crescita del parco comunale, passato da 52.183 veicoli nel 2020 a 99.035 nel 2025. L’entità dell’aumento richiede cautela prima di essere interpretata esclusivamente come un’effettiva espansione della flotta.

Roma ha il parco più grande e il maggior numero di elettrici

Il Comune di Roma concentra 170.659 veicoli per il trasporto merci, oltre il doppio di Milano. Dopo la flessione registrata nel 2020, il parco torna a crescere nettamente.

I diesel fino a Euro 4 scendono dal 65,2% del 2015 al 34,8% del 2025, mentre gli Euro 6 raggiungono il 39,9%.

Particolarmente rilevante è l’incremento degli elettrici: da 330 nel 2015 a 3.733 nel 2025, pari al 2,2% del parco. Roma possiede quindi il maggior numero assoluto di veicoli merci elettrici fra i Comuni considerati, pur rimanendo dietro Torino in termini percentuali.

Milano tra i capoluoghi con il parco più rinnovato

A Milano i veicoli merci aumentano da 65.762 nel 2015 a 72.436 nel 2025. Nello stesso periodo la quota dei diesel fino a Euro 4 si riduce dal 64,7% al 29%, mentre gli Euro 6 salgono dallo 0,3% al 41,6%.

I veicoli elettrici sono 748, pari all’1% del parco. Il dato evidenzia un progresso rispetto ai 132 mezzi del 2015, ma mostra anche quanto la diffusione delle motorizzazioni a zero emissioni sia ancora distante dalla scala richiesta dalla logistica urbana milanese.

Bergamo, Bologna e Firenze sopra il 38% di Euro 6

Bergamo presenta uno dei parchi più moderni. I diesel fino a Euro 4 sono scesi dal 69,3% del 2015 al 29,4% del 2025, mentre gli Euro 6 hanno raggiunto il 43,6%, seconda quota più elevata dopo Torino. Gli elettrici, però, sono appena 54, lo 0,7% del totale.

A Bologna gli Euro 6 rappresentano il 38,9% del parco e hanno superato i diesel fino a Euro 4, scesi al 30,7%. Gli elettrici sono 235, pari all’1,2%. Il totale dei veicoli è aumentato da 17.655 a 20.142.

Firenze registra una dinamica simile: gli Euro 6 raggiungono il 39,7%, mentre i diesel più vecchi scendono al 30%. I 238 mezzi elettrici corrispondono all’1,3%, terzo valore percentuale del campione dopo Torino e Roma.

Genova: rinnovo significativo, elettrico allo 0,9%

A Genova il numero dei veicoli merci cresce da 24.631 a 26.805. I diesel fino a Euro 4 scendono dal 63,5% al 35,2%, mentre gli Euro 6 salgono al 30,8%.

I veicoli elettrici passano da 48 a 247 e raggiungono lo 0,9%. Il 22,5% del parco rientra nella categoria delle altre alimentazioni, una delle percentuali più elevate fra i capoluoghi analizzati.

Padova, Parma e Venezia nella fascia intermedia

Padova passa da 9.514 a 11.318 veicoli. Nel 2025 gli Euro 6, con il 38,4%, superano di poco i diesel fino a Euro 4, fermi al 37,4%. Gli elettrici rappresentano lo 0,7%.

Anche Parma mostra un ricambio consistente: i mezzi fino a Euro 4 scendono dal 71,2% al 35,9%, mentre gli Euro 6 raggiungono il 38,7%. Gli elettrici sono 102, pari allo 0,7%.

A Venezia il confronto è quasi in equilibrio: diesel fino a Euro 4 al 37,9% ed Euro 6 al 37,4%. Gli elettrici sono soltanto 55, lo 0,5% del parco comunale. Il totale sale da 8.951 a 10.469 mezzi.

Bari e Prato: oltre quattro mezzi su dieci sono ancora vecchi diesel

A Bari la quota dei diesel fino a Euro 4 diminuisce dal 75,5% del 2015 al 42,7% del 2025. Gli Euro 6 arrivano al 31,6% e i mezzi elettrici all’1,2%, pari a 197 unità.

Prato registra una riduzione dei diesel più vecchi dal 72,4% al 41,6%, mentre gli Euro 6 salgono al 35,1%. I veicoli elettrici restano appena 75, pari allo 0,5%.

Entrambi i Comuni mostrano quindi un sensibile miglioramento, ma oltre quattro mezzi su dieci appartengono ancora alle classi diesel fino a Euro 4.

Cagliari: rinnovo avviato, ma i vecchi diesel sono ancora maggioritari

A Cagliari il parco sale da 11.901 a 13.663 veicoli. La quota dei diesel fino a Euro 4 scende dall’80,4% al 53%, mentre gli Euro 6 raggiungono il 27,3%.

Gli elettrici sono 98, lo 0,7% del totale. Nonostante il ricambio compiuto nel decennio, più della metà del parco comunale rimane quindi costituita da veicoli diesel appartenenti alle classi fino a Euro 4.

Napoli: un veicolo su due è ancora diesel fino a Euro 4

Napoli passa da 43.370 veicoli nel 2015 a 48.471 nel 2025. Nonostante il rinnovamento, il 50,6% del parco appartiene ancora alle classi diesel fino a Euro 4.

Gli Euro 6 sono il 22,2% e gli elettrici appena lo 0,2%, pari a 105 mezzi. Napoli presenta così una delle quote elettriche più basse del campione, a fronte di un parco comunale secondo soltanto a quelli di Roma, Torino e Milano.

Catania, Palermo, Messina e Reggio Calabria: il ritardo più marcato

Le maggiori criticità si concentrano nei capoluoghi meridionali e insulari.

A Catania i diesel fino a Euro 4 rappresentano ancora il 59,3% del parco, nonostante la riduzione rispetto al 79,6% del 2015. Gli Euro 6 sono il 19,4% e gli elettrici lo 0,5%.

A Palermo i veicoli più vecchi costituiscono il 55,6%, gli Euro 6 il 14,9% e gli elettrici lo 0,3%. Il parco comunale è cresciuto da 29.911 a 32.809 mezzi, ma il ricambio procede lentamente.

Messina conserva una quota del 61% di diesel fino a Euro 4. Gli Euro 6 si fermano al 12% e gli elettrici allo 0,3%, appena 32 veicoli.

La situazione più critica è quella di Reggio Calabria, dove il 63,8% del parco comunale appartiene ancora alle classi diesel fino a Euro 4. Gli Euro 6 rappresentano il 14% e gli elettrici appena lo 0,2%, pari a 21 mezzi.

Il ricambio con gli Euro 6 non basta per la decarbonizzazione

I dati dei Comuni capoluogo mostrano due fenomeni distinti. Il primo è il rinnovo delle flotte: in tutte le città diminuisce il peso dei veicoli diesel più anziani e cresce quello degli Euro 6. Il secondo, molto meno avanzato, è il passaggio alle motorizzazioni a zero emissioni.

Nel 2025 la quota elettrica è:

  • 2,6% a Torino;
  • 2,2% a Roma;
  • 1,3% a Firenze;
  • 1,2% a Bari e Bologna;
  • 1% a Milano;
  • inferiore all’1% in tutti gli altri Comuni capoluogo.

La sostituzione di un vecchio diesel con un Euro 6 può ridurre significativamente le emissioni degli inquinanti atmosferici, ma non elimina le emissioni di CO₂ né quelle non allo scarico, prodotte dall’usura di pneumatici, freni e pavimentazioni. Inoltre, l’aumento del numero complessivo dei mezzi può assorbire una parte dei benefici ottenuti attraverso il ricambio tecnologico.

Per rendere sostenibile la distribuzione urbana delle merci non basta quindi aggiornare il parco. Servono Piani urbani della logistica sostenibile, consolidamento dei carichi, micro-hub, cargo bike, punti di ritiro, gestione digitale degli stalli, consegne fuori dagli orari di punta e regole di accesso capaci di favorire concretamente i veicoli a zero emissioni.

Una transizione a più velocità nei Comuni capoluogo

Il confronto mette in evidenza un divario profondo fra i capoluoghi italiani. Torino, Milano, Bergamo, Firenze e Bologna presentano le flotte più rinnovate; Roma mostra un’accelerazione dell’elettrico soprattutto in termini assoluti; Bari, Prato, Padova, Parma, Genova e Venezia occupano una posizione intermedia.

Napoli, Cagliari, Palermo, Catania, Messina e Reggio Calabria rimangono invece caratterizzate da una maggioranza o da una quota molto elevata di veicoli diesel fino a Euro 4.

Il rinnovo sta dunque procedendo, ma non con la velocità e l’uniformità necessarie. Senza politiche nazionali e comunali in grado di accompagnare soprattutto le piccole imprese nel cambiamento delle flotte, il rischio è che i capoluoghi già più fragili dal punto di vista economico e ambientale restino ulteriormente indietro.

Elaborazione dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile su dati ACI. I valori riguardano autocarri, motocarri e trattori stradali per il trasporto merci registrati nei territori dei 18 Comuni capoluogo considerati. Rappresentano la consistenza del parco registrato e non il numero dei veicoli effettivamente circolanti ogni giorno nelle singole città.

Nelle pagine dell’Osservatorio dedicate alle singole città sono disponibili i grafici in percentuale ed in valore assoluto relativi ai veicoli per il trasporto merci per gli anni 2015-2020-2025.