Il rincaro dei carburanti comincia a pesare sui bilanci delle aziende del trasporto pubblico locale del Veneto, con incrementi dei costi stimati tra il 15 e il 18%. A fare il punto è il Corriere del Veneto, che segnala come l’aumento di benzina e diesel rischi di tradursi in rincari di biglietti e abbonamenti o, in alternativa, in una riduzione dei servizi.

A Venezia, Actv ha già aumentato dal 1° settembre il costo dei biglietti del 10% e degli abbonamenti del 5%, adeguamento già previsto dall’ente di governo. L’azienda ha però assicurato che, nonostante i rincari dei carburanti, le tariffe non cambieranno ulteriormente per tutto il 2027.

Situazione diversa nelle altre città. Dolomitibus ha registrato un aumento dei costi energetici, ma per ora mantiene invariati biglietti e abbonamenti; per gli abbonamenti scolastici l’incremento è stato limitato al 5%. Anche Padova ha scelto di non applicare l’adeguamento tariffario del 5% previsto da gennaio 2027. A Vicenza non sono stati deliberati aumenti, mentre Verona e Treviso avevano già adeguato le tariffe negli anni scorsi.

Il problema, secondo le aziende, è la sostenibilità economica nel medio periodo: gli adeguamenti Istat dei contratti di servizio non sempre riescono a compensare l’inflazione e l’aumento dei costi. Se i prezzi dei carburanti restassero elevati, le alternative sarebbero aumentare le tariffe, reperire nuove risorse oppure ridurre i servizi.

La Regione Veneto ricorda di avere anticipato quasi 39 milioni di euro di corrispettivi del fondo nazionale 2026 per sostenere le aziende del TPL. L’assessore regionale alla Mobilità Diego Ruzza sottolinea la necessità di lavorare con aziende, enti e Governo per garantire la continuità del servizio pubblico e la competitività del territorio.

Fonte: Corriere del Veneto, 15 settembre 2026