Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una legge che rinvia di un anno, al 1° ottobre 2029, il blocco dei veicoli diesel Euro 5, misura che interessa circa 325 mila automobili, immatricolate fra il 2009 e il 2015. Il provvedimento modifica il pacchetto regionale per il miglioramento della qualità dell’aria, affiancando al rinvio nuove misure obbligatorie e altre iniziative affidate alle amministrazioni pubbliche.
Il presidente della Regione Alberto Stefani ha spiegato che l’obiettivo è conciliare la tutela ambientale con la sostenibilità economica e sociale della transizione: «Abbiamo detto fin dal primo giorno: la tutela dell’ambiente è una priorità, ma la transizione ecologica non può essere pagata dai cittadini». Stefani sottolinea in particolare le difficoltà di chi utilizza quotidianamente un Euro 5 e non può permettersi di cambiare automobile.
Sul fronte delle limitazioni alla circolazione, viene estesa la fascia oraria di blocco per Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4 diesel, dalle 8.30 alle 19.30. Il Veneto resta infatti nel cuore della Pianura Padana, una delle aree europee maggiormente interessate dall’inquinamento atmosferico.
Altre misure riguardano il riscaldamento. Nelle pubbliche amministrazioni – con l’esclusione di ospedali, scuole e carceri – i termosifoni dovranno essere accesi 15 giorni più tardi e spenti tre giorni prima, con una temperatura ridotta di un grado rispetto al periodo precedente. È previsto inoltre il divieto assoluto di utilizzare stufe a legna nei giorni in cui il bollettino della qualità dell’aria segnala un livello arancione o rosso.
Accanto agli obblighi sono indicate alcune misure consigliate alle amministrazioni: ricorso allo smart working, lavaggio delle strade e incentivo all’uso della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro.
Nel dibattito consiliare Elena Ostanel ha contestato la scelta, sostenendo che chi possiede oggi un diesel Euro 5 nella maggior parte dei casi non appartiene alle fasce economicamente più deboli e richiamando il peso dell’inquinamento atmosferico sulla mortalità in Veneto. Matteo Pressi ha invece sottolineato la necessità di accompagnare gli obiettivi ambientali con misure realistiche, evitando – secondo la sua posizione – di scaricare sui cittadini il costo del cambiamento.
La legge è stata approvata dal Consiglio regionale con 32 voti favorevoli, 2 contrari e 11 astensioni.
Fonte: Corriere del Veneto, 16 settembre 2026.