Si è conclusa il 26 luglio la sperimentazione 2026 del contributo di accesso a Venezia, lo strumento introdotto dal Comune per gestire gli ingressi giornalieri nella città storica. La misura è stata applicata per 60 giornate non consecutive, sei in più rispetto al 2025, nella fascia oraria dalle 8.30 alle 16.

I dati preliminari evidenziano un risultato significativo soprattutto sul fronte della distribuzione dei flussi turistici. I voucher a pagamento emessi sono stati 679.553, per un incasso complessivo di 5.215.035 euro, sostanzialmente in linea con il 2025 nonostante il diverso calendario di applicazione.

L’elemento più rilevante riguarda però la diminuzione dei picchi di presenza. Nel 2026 soltanto una giornata ha superato la soglia dei 20.000 accessi a pagamento, pari all’1,7% delle giornate interessate dalla misura. Nel 2025 erano state tre su 54 (5,6%), mentre nel 2024 quattro su 29 (13,8%). Un dato che suggerisce una progressiva capacità del sistema di distribuire meglio gli arrivi durante la stagione turistica.

Quasi la metà dei visitatori (46,5%) ha usufruito della tariffa ridotta di 5 euro prenotando con almeno quattro giorni di anticipo, mentre il 53,5% ha pagato la tariffa piena di 10 euro acquistando il voucher negli ultimi tre giorni prima della visita. Il sabato si conferma la giornata più critica, con una media di oltre 13.600 accessi, mentre la media complessiva si attesta a circa 11.300 ingressi giornalieri.

Anche l’andamento stagionale mostra una riduzione progressiva delle presenze: dai quasi 14.000 voucher medi di maggio si passa a poco più di 10.000 a giugno e a meno di 9.600 a luglio, un’evoluzione che sarà analizzata tenendo conto anche delle condizioni meteorologiche.

Secondo il Comune, il contributo di accesso non rappresenta un numero chiuso, ma uno strumento di gestione e monitoraggio dei flussi, capace di incentivare la prenotazione anticipata e raccogliere dati utili alla pianificazione. Le analisi proseguiranno con il supporto del CISET per valutare il peso di fattori come calendario, meteo e domanda turistica.

Sul fronte dei controlli, la Polizia locale ha emesso 2.642 verbali, mentre una parte delle risorse raccolte è già stata destinata ai residenti: al netto dei costi di gestione, 1,77 milioni di euro finanzieranno infatti la riduzione della TARI.

L’esperienza veneziana continua così a rappresentare uno dei principali laboratori europei di gestione dei flussi turistici, osservato con interesse da molte città storiche chiamate a conciliare attrattività, qualità della vita dei residenti e sostenibilità del turismo.