Un’altra vita spezzata sulle strade di Roma e nessun segnale di cambiamento. In via Filippo Fiorentini, dove sabato sera Mirco Garofano, 18 anni, è stato investito e ucciso mentre attraversava sulle strisce pedonali, tutto è tornato come prima: traffico veloce, nessun presidio, nessuna misura di sicurezza aggiuntiva.
Nel tratto a tre corsie verso via Tiburtina il limite di 70 chilometri orari è sistematicamente ignorato. A denunciarlo è Salvaiciclisti, che 48 ore dopo l’incidente ha rilevato velocità comprese tra 80 e 90 chilometri orari, con punte fino a 124. Gli unici a rispettare il limite sono i veicoli costretti a fermarsi al semaforo a chiamata.
Non è un caso isolato: un anno fa, sulla stessa strada, era morta Cynthia Ventucci, anche lei travolta sulle strisce. Residenti e associazioni chiedono da tempo interventi concreti – autovelox fissi, dossi, migliore visibilità – mai attuati. Salvaiciclisti punta il dito anche contro il vuoto normativo sull’omologazione degli autovelox, che da anni impedisce ai comuni di usarli pienamente, chiamando in causa il ministro Matteo Salvini. Intanto, sulle strade, si continua a correre e a morire.
Fonte: la Repubblica