A una settimana dall’entrata in vigore, la zona 30 nel centro di Roma è già al centro dello scontro politico, sull’onda della sentenza del Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna che ha bocciato il provvedimento “Bologna Città 30”. Fratelli d’Italia chiede al sindaco Roberto Gualtieri di ritirare la delibera e minaccia un ricorso, anche se i termini per rivolgersi al Tar del Lazio sono ormai scaduti e resterebbe solo l’ipotesi dell’appello al Presidente della Repubblica.
Secondo l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, però, il confronto con Bologna non regge: a Roma la zona 30 riguarda un’area limitata e omogenea, già inserita da anni in una Zona a traffico limitato, dove quasi metà delle strade aveva già il limite a 30 km/h. Diversamente dal caso emiliano, il provvedimento capitolino non è generalizzato e si basa su uno studio di Roma Servizi per la Mobilità che ne evidenzia i benefici in termini di sicurezza stradale.
Il Comune conferma inoltre l’intenzione di estendere in futuro la misura ad altre Zone a traffico limitato, come San Lorenzo, Testaccio e Trastevere, mentre il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca sottolinea come la mortalità stradale a Roma non si concentri nel centro storico ma su altre direttrici urbane.
Fonte: Repubblica