Il Rapporto “Zone a transizione limitata”, promosso da Kyoto Club e Clean Cities, offre una lettura inedita della mobilità urbana di Firenze analizzando indicatori di sostenibilità a scala subcomunale, attraverso i codici di avviamento postale. L’analisi mette in evidenza una città caratterizzata da forti differenze interne di accessibilità, con aree centrali e ben servite che concentrano alternative all’auto privata e zone periferiche – ma non solo – dove la dipendenza dal mezzo privato resta elevata.

I dati su trasporto pubblico, mobilità ciclabile, pedonalità e motorizzazione privata mostrano come la transizione in corso proceda a velocità diverse.

Se nelle aree centrali la limitazione dell’accesso veicolare si accompagna a una maggiore offerta di trasporto pubblico, servizi e alternative modali, nei quadranti più esterni persistono carenze infrastrutturali e una forte dipendenza dall’auto privata. La mobilità, dunque, non è solo una questione ambientale ma anche sociale: senza un potenziamento del trasporto pubblico locale, dell’intermodalità e dei servizi di prossimità, le misure di regolazione rischiano di pesare maggiormente sui cittadini delle aree meno servite.

Il caso romano conferma che la transizione verso città più vivibili deve integrare equità territoriale, accessibilità e qualità dell’offerta, affinché le politiche di riduzione del traffico siano percepite come opportunità e non come penalizzazioni.

👉 Per l’analisi completa, il confronto con le altre città e il dibattito politico emerso dagli interventi, si rimanda all’articolo di approfondimento pubblicato sul sito Kyoto Club.