Roma, 23 giugno 2026 – Nasce Rete Italiana Mobilità Equa (RIME), che per la prima volta unisce realtà che si occupano di sicurezza stradale, rappresentanza delle vittime della strada, mobilità attiva, trasporto pubblico, e qualità dello spazio pubblico in Italia. RIME vuole rappresentare il diritto alla sicurezza stradale, alle scelte di mobilità, contrastare la povertà dei trasporti, dare forza alla Vision Zero e alla democrazia dello spazio pubblico. È frutto di un percorso collettivo di attiviste e organizzazioni nazionali e locali, unite da una visione chiara che vuole tradurre in azioni. La rete rappresenta oggi più di venti realtà ed è aperta al contributo di ulteriori organizzazioni e persone che ne condividano principi e obiettivi.
La nascita di RIME arriva mentre il Paese è nuovamente scosso dall’ennesimo fine settimana segnato da gravi scontri stradali e dalla perdita di troppe giovani vite, con l’annuncio di nuove iniziative sulla sicurezza stradale da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Le tragedie di questi giorni e di questi mesi, con numeri che non accennano a ridursi, dimostrano che l’Italia non può continuare ad affrontare la sicurezza stradale come una successione di emergenze. Serve una riflessione più ampia sul modello di mobilità che abbiamo costruito nel nostro Paese.
Una politica moderna deve interrogarsi su quali scelte di mobilità vengono offerte ai cittadini, sulle condizioni normative e infrastrutturali che le garantiscono, sul ruolo della mobilità attiva e del trasporto pubblico, e su quale cultura della convivenza sulle strade si intende promuovere.
Se alle tragedie segue indignazione, ma non risorse o una riflessione globale sulle politiche, continueremo a rincorrere il problema e ad avere un sistema ingiusto e insicuro, in cui anche un solo errore fa perdere una vita. Se invece sapremo costruire un modello di mobilità più equo e orientato alle persone, potremo agire sulle cause profonde. Molte città e Paesi hanno ottenuto già risultati di riduzione drastica delle vittime stradali, intervenendo sulla riduzione della velocità e su politiche che riducono la dipendenza dall’uso dell’automobile, e che danno dignità a tutte le scelte di mobilità.
La mobilità è poi anche una questione sociale. Parla di libertà, opportunità, salute, autonomia. Un modello di mobilità equa significa non polarizzato su una motorizzazione di massa ma fondato su trasporto collettivo capillare e avanzato, ciclabilità diffusa e camminabilità come porta d’accesso ai diritti per ogni età, abilità e genere. E’ un modello che genera efficienza, giustizia sociale, resilienza climatica e delle comunità.
RIME nasce come un’alleanza tra organizzazioni e persone attiviste e professioniste per città più giuste, sicure e vivibili e si propone come uno spazio necessario di proposta e confronto nel dibattito pubblico e istituzionale.
Alle famiglie delle vittime dobbiamo vicinanza. Al Paese dobbiamo qualcosa di più: una visione capace di andare oltre l’emergenza e oltre posizioni non basate su evidenze, che negli ultimi anni hanno impoverito il dibattito sulla mobilità. Dobbiamo restituire il futuro. Un futuro che è ora di iniziare a costruire.
Rete Italiana Mobilità Equa (RIME)
RIME unisce associazioni e organizzazioni che rappresentano la sicurezza stradale e le vittime sulla strada, la mobilità attiva, il trasporto pubblico e la qualità dello spazio pubblico in Italia.
AMODO – Alleanza Mobilità Dolce
A.Ri.Bi – Associazione per il Rilancio della Bicicletta
AFVS – Associazione Familiari e Vittime della Strada
Alba, Luci sulla buona strada
AVISL – Associazione Vittime Incidenti Stradali
Bike4City
CUB – Ciclisti Urbani Baresi
Città delle Persone
Clean Cities Italia
Comitato Vivere Meglio la Città
FIAB Italia
Associazione Lorenzo Guarnieri ONLUS
Fondazione Matteo Ciappi
Fondazione Michele Scarponi
Kyoto Club
Legambiente
Movimento Diritti dei Pedoni
Napoli Pedala
Non correre, Accorri
Pedala Martesana
Pesaro30
Sonia Tosi ODV
Salvaiciclisti Roma
Donne in bici e micromobilità ASD APS
