Nei giorni scorsi si è riunito l’Osservatorio Ambiente e Salute del Comune, con all’ordine del giorno l’inquinamento prodotto dalle attività portuali. Nel frattempo abbiamo visto come la stazione di monitoraggio della qualità dell’aria di ARPA Liguria GE-Corso Europa abbia registrato, a fine ottobre, una media annua per il biossido di azoto (NO2) di 43 microgrammi per metro cubo (μg/m3), la terza in Italia dopo NA-Ferrovie con 51 e PA-DIBlasi con 48. Sono queste le tre stazioni che al momento superano il limite annuale previsto dalla normativa vigente. GE-Corso Europa è classificata come “stazione di traffico” e cioè nella quale “il livello di inquinamento è influenzato prevalentemente da emissioni da traffico proveniente da strade limitrofe con intensità di traffico medio alta”, mentre la stazione di monitoraggio di GE-Buozzi, che segna invece 40 μg/m3, un valore pari quindi al limite di legge, è anch’essa di traffico ma anche più vicina all’area portuale.
D’altra parte entrambe le stazioni di monitoraggio anche nel 2024 superavano il valore limite, e questo è una costante da diversi anni, come mostra il grafico riassuntivo 2013-2023 con i dati della stazione di monitoraggio genovese con i valori più elevati.



Poiché l’Osservatorio Mobiità Urbana Sostenibile pubblica i dati provenienti da fonti ufficiali (in questo caso ARPA Liguria, ma anche l’Agenzia Europea Per l’Ambiente) abbiamo raccolto alcune delle informazioni già presenti nel sito per arricchire il quadro conoscitivo relativo alla situazione di Genova per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2).
Le principali fonti di biossido di azoto (NO₂) in area urbana derivano dai processi di combustione, in particolare dal traffico veicolare — con le automobili e, soprattutto, i veicoli diesel che rappresentano la quota maggiore delle emissioni — seguiti dagli impianti di riscaldamento civili e industriali, nonché dalle attività portuali. In città, la concentrazione di NO₂ tende ad aumentare lungo le strade ad alto flusso di traffico e nelle zone densamente edificate, dove la scarsa ventilazione ostacola la dispersione degli inquinanti.
Per quanto riguarda le fonti emissive, Arpa Liguria ha pubblicato l’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (aggiornamento 2021) che evidenzia come gli ossidi di azoto siano per notizia un terzo derivanti dalla combustione dei veicoli alimentati con combustibili fossili, mentre per la restante parte sono attribuiti principalmente ad attività portuali e industriali.
E’ bene, poi, contestualizzare il quadro normativo: la legislazione attualmente vigente prevede solamente un limite per la media annuale, che è di 40 microgrammi per metro cubo (; limite però che la Direttiva Europea 2881/2024 riduce a 20 μg/m3, mentre le Linee Guida 2021 OMS raccomandano, per tutelare la salute umana, di non superare i 10 μg/m3. La nuov Direttiva europea 2881/2024 introduce anche un limite giornaliero di 50 μg/m3, da non superare più di 18 giorni in un anno solare, limite che per l’OMS è di 25 μg/m3, da non superare per più di 4 giorni in un anno.
L’esposizione al biossido di azoto (NO₂) ha effetti rilevanti sulla salute umana: irrita le vie respiratorie, riduce la funzionalità polmonare e aumenta il rischio di asma, bronchiti e altre malattie respiratorie, soprattutto nei bambini e negli anziani. Anche a concentrazioni inferiori ai limiti di legge, l’NO₂ è associato a un incremento di ospedalizzazioni e mortalità per cause cardiopolmonari, e contribuisce alla formazione di ozono troposferico e particolato secondario, amplificando l’impatto complessivo dell’inquinamento atmosferico.
L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ogni anno aggiorna le stime sulle morti premature attribuibili all’esposizione al biossido di azoto nelle città europee. Nella seguente tabella i dati relativi a Genova.

Dall’inizio del 2025 l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, in collaborazione con ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente) rileva i dati della qualità dell’aria forniti dalle ARPA, per confrontarli, non solo con i limiti di legge in vigore, ma anche con quelli stabiliti dalla nuova Direttiva europea 2881/2024 e ai valori raccomandati dalle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2021). Questo perchè le tre associazioni ritengono che la salute umana vada tutelata già oggi e non si debba aspettare il 2030 per farlo.
I dati rilevati a fine ottobre mostrano che la media progressiva annua, come abbiamo visto, è di 43 μg/m3, media che, ben difficilmente, a fine anno potrà migliorare, visto che i dati di novembre e dicembre normalmente sono fra i peggiori dell’anno. Nel corso dei primi dieci mesi dell’anno solo a luglio ed agosto si è registrata una media mensile inferiore a 40 μg/m3 nella stazione di GE-Corso Europa. Diverso l’andamento di GE-Buozzi, dove si evidenzia invece l’apporto delle attività portuali in mesi diversi (fra maggio e agosto) da quelli tipici (invernali) in cui sono maggiori gli effetti del traffico stradale.


Riferendosi poi al limite giornaliero introdotto dalla nuova Direttiva UE (50 μg/m3 per più di 18 giorni in un anno) vediamo che a fine ottobre è già stato superato per ben 82 giorni, mentre il valore raccomandato dall’OMS per tutelare la salute (25 μg/m3 per più di 4 giorni in un anno) lo è stato addirittura 287 giorni (su 303 trascorsi).

Il quadro che emerge per Genova conferma la necessità di interventi strutturali e urgenti per ridurre il traffico veicolare e promuovere una mobilità più sostenibile, capace di migliorare la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini. Come ricordano ISDE Italia, Kyoto Club e Clean Cities Campaign, non è sufficiente rispettare i limiti di legge, ma occorre avvicinarsi ai valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché ogni riduzione delle concentrazioni di inquinanti atmosferici si traduce in benefici immediati per la salute pubblica, in particolare per bambini, anziani e soggetti fragili.
Vedi i grafici interattivi con i dati della mobilità a GENOVA
Leggi tutte le notizie su https://italy.cleancitiescampaign.org/genova
Vedi la Scheda città Mobilitaria 2025 http://italy.cleancitiescampaign.org/wp-content/uploads/2025/06/Mobilitaria2025-Genova.pdf

