stazione Di Biasi

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato due notizie in merito a: Allarme smog: superati i limiti di biossido di azoto, la Regione convoca il ComuneLe misure previste dal Comune per ridurre le emissioni di NO₂; in entrambi gli articoli si faceva riferimento ai superamenti del limite di legge nel 2024 per la stazione di monitoraggio PA-Di Biasi che si trova in Viale della Regione Siciliana, classificata come “stazione di traffico” e cioè nella quale “il livello di inquinamento è influenzato prevalentemente da emissioni da traffico proveniente da strade limitrofe con intensità di traffico medio alta”. (in Google Maps sotto evidenziata in rosso la postazione di monitoraggio)

La fonte delle notizie di stampa è costituita dalla Relazione annuale di ARPA Sicilia con i dati riportati nella tabella che segue.

Poichè l’Osservatorio Mobiità Urbana Sostenibile pubblica i dati provenienti da fonti ufficiali (in questo caso ARPA Sicilia, ma anche l’Agenzia Europea Per l’Ambiente) abbiamo raccolto alcune delle informazioni già presenti nel sito per arricchire il quadro conoscitivo relativo alla situazione di Palermo per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2). Le principali fonti di biossido di azoto (NO₂) in area urbana derivano dai processi di combustione, in particolare dal traffico veicolare — con le automobili e, soprattutto, i veicoli diesel che rappresentano la quota maggiore delle emissioni — seguiti dagli impianti di riscaldamento civili e industriali, nonché dalle attività portuali. In città, la concentrazione di NO₂ tende ad aumentare lungo le strade ad alto flusso di traffico e nelle zone densamente edificate, dove la scarsa ventilazione ostacola la dispersione degli inquinanti.

Per quanto riguarda le fonti emissive, Arpa Sicilia ha pubblicato l’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (aggiornamento 2019) che evidenzia come gli ossidi di azoto siano in netta prevalenza derivanti dalla combustione dei veicoli alimentati con combustibili fossili, dettagliando poi il contributo delle varie tipologie di mezzi.

E’ bene, poi, contestualizzare il quadro normativo: la legislazione attualmente vigente prevede solamente un limite per la media annuale, che è di 40 microgrammi per metro cubo (; limite però che la Direttiva Europea 2881/2024 riduce a 20 μg/m3, mentre le Linee Guida 2021 OMS raccomandano, per tutelare la salute umana, di non superare i 10 μg/m3. La nuov Direttiva europea 2881/2024 introduce anche un limite giornaliero di 50 μg/m3, da non superare più di 18 giorni in un anno solare, limite che per l’OMS è di 25 μg/m3, da non superare per più di 4 giorni in un anno.

Nelle pagine dell’Osservatorio sono disponibili i dati (sempre provenienti da Arpa Sicilia) sull’andamento di questo inquinante fra il 2013 ed il 2023 a Palermo, da cui si può constatare come la media annua prevista dalla normativa vigente sia stata rispettata solamente nel 2021.

L’esposizione al biossido di azoto (NO₂) ha effetti rilevanti sulla salute umana: irrita le vie respiratorie, riduce la funzionalità polmonare e aumenta il rischio di asma, bronchiti e altre malattie respiratorie, soprattutto nei bambini e negli anziani. Anche a concentrazioni inferiori ai limiti di legge, l’NO₂ è associato a un incremento di ospedalizzazioni e mortalità per cause cardiopolmonari, e contribuisce alla formazione di ozono troposferico e particolato secondario, amplificando l’impatto complessivo dell’inquinamento atmosferico.

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ogni anno aggiorna le stime sulle morti premature attribuibili all’esposizione al biossido di azoto nelle città europee. Nella seguente tabella i dati relativi a Palermo.

Dall’inizio del 2025 l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, in collaborazione con ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente) rileva i dati della qualità dell’aria forniti dalle ARPA, per confrontarli, non solo con i limiti di legge in vigore, ma anche con quelli stabiliti dalla nuova Direttiva europea 2881/2024 e ai valori raccomandati dalle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2021). Questo perchè le tre associazioni ritengono che la salute umana vada tutelata già oggi e non si debba aspettare il 2030 per farlo.

I dati rilevati a fine ottobre mostrano che la media progressiva annua è di 48 μg/m3 e quindi ben difficilmente a fine anno potrà migliorare, visto che i dati di novembre e dicembre normalmente sono fra i peggiori dell’anno. Nella tabella che segue il riepilogo dei dati raccolti per i singoli mesi, dove si evidenzia che in nessun periodo dell’anno il biossido di azoto ha registrato una media inferiore ai 40 μg/m3 previsti dalla legge, per non parlare dei 20 μg/m3 stabiliti dalla nuova Direttiva Europea ed i 10 μg/m3 indicati dall’OMS,

Riferendosi poi al limite giornaliero introdotto dalla nuova Direttiva UE (50 μg/m3 per più di 18 giorni in un anno) vediamo che a fine ottobre è già stato superato per ben 127 giorni, mentre il valore rccomandato dall’OMS per tutelare la salute (25 μg/m3 per più di 4 giorni in un anno) lo è stato addirittura 295 giorni (su 303 trascorsi).

Il quadro che emerge per Palermo conferma la necessità di interventi strutturali e urgenti per ridurre il traffico veicolare e promuovere una mobilità più sostenibile, capace di migliorare la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini. Come ricordano ISDE Italia, Kyoto Club e Clean Cities Campaign, non è sufficiente rispettare i limiti di legge, ma occorre avvicinarsi ai valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché ogni riduzione delle concentrazioni di inquinanti atmosferici si traduce in benefici immediati per la salute pubblica, in particolare per bambini, anziani e soggetti fragili.

Vedi i grafici interattivi con i dati della mobilità a PALERMO

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