Continuiamo la serie di interviste ad amministratori locali che si occupano della mobilità nelle città monitorate dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile (quelle precedenti, agli Assessori alla Mobilità dei Comuni di Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino) ed al Vicepresidente ANCI, sono raccolte nel volume A CONFRONTO CON GLI AMMINISTRATORI LOCALI ed.4a).

Questa volta abbiamo avuto modo di intervistare telefonicamente il Vicesindaco di Messina, Salvatore Mondello, che ha numerose deleghe, fra le quali quelle relative alle Infrastrutture e Lavori Pubblici; Mobilità Urbana e Extra Urbana; Pianificazione Urbana e Programmi Complessi; Piano Strategico Urbano e dello Stretto; Rapporti con ATM SpA.
I dati – quasi 900 auto e moto per 1000 abitanti nel 2023 – mostrano l’attuale dipendenza significativa dalla mobilità privata a Messina. Quali strumenti intendete implementare per ridurre il traffico e incentivare spostamenti con mezzi alternativi?
Ho avuto modo di ricoprire l’incarico di Assessore alla Mobilità sia nella precedente Giunta De Luca, fra il 2018 ed il 2022, che in quella attuale con il Sindaco Basile, dal 2022 ad oggi, e questo mi ha permesso di mettere in campo varie azioni per mitigare questa situazione.
Il tema della mobilità ha necessariamente tempi molto lunghi, nella maggior parte dei casi le scelte compiute oggi avranno i loro effetti più importanti dopo diverso tempo. Per questo mi considero fortunato ad aver potuto lavorare per circa sette anni, un periodo abbastanza prolungato che mi permette di vedere qualche risultato del mio lavoro.
Siamo pienamente consapevoli dell’eccessiva mobilità automobilistica per una città come Messina – simile per certi versi a Genova – stretta fra il mare e le alture circostanti, con una orografia complessa. Una città di transito per chi sbarca o parte dal porto e per chi arriva dall’hinterland. Per questo uno dei principali interventi per i quali ci siamo impegnati è stata la realizzazione di 14 parcheggi scambiatori gratuiti realizzati tutto intorno a Messina, con l’intento di non far entrare nel centro urbano le auto, incentivando l’utilizzo del trasporto pubblico.
Ma ci tengo a sottolineare che i provvedimenti che abbiamo preso sono tutti ricompresi in una precisa azione di pianificazione. In questi anni abbiamo varato nel 2022 il PGTU (Piano Generale Traffico Urbano), nel 2024 il PUMS (Piano della Mobilità Urbana Sostenibile) e nel 2025 il PSUM (Piano Strategico Urbano e Metropolitano dell’area dello Stretto), attraverso l’approvazione del PUMS che contiene tutti gli obiettivi di mobilità urbana sostenibile che stiamo attuando e, recentemente, con l’adozione del PSUM, il piano strategico che abbiamo predisposto per mettere a sistema tutte le pianificazioni, in una visione metropolitana, non solo riguardante il territorio isolano, ma anche in un’ottica che comprende anche l’ambito urbano al di là dello Stretto, sulla terraferma.
I dati evidenziano un TPL ancora poco competitivo rispetto al mezzo privato. Avete in progetto un piano di rafforzamento del TPL? In che tempi prevedete di realizzarlo?
Nel 2018 ATM aveva in circolazione effettiva 30/40 autobus ed un debito di 89 milioni di euro. Come Amministrazione abbiamo investito fortemente sul trasporto pubblico, trasformando la precedente azienda speciale di trasporto pubblico locale in ATM Messina S.p.A. – con socio unico il Comune -, nata il 1° giugno 2020, e segnando l’inizio di un rinnovamento nel servizio di mobilità di Messina, con l’obiettivo di modernizzare e rendere più efficiente il trasporto pubblico cittadino. Il parco autobus è stato largamente ampliato (a fine 2023 i mezzi erano più di 160, quest’anno siamo arrivati a 184, di cui 50 a emissione zero. Entro il 2026 la flotta sarà per lo più elettrica: i bus full electric nella disponibilità dell’Azienda Trasporti di Messina diventeranno infatti 109.


Più autobus richiedono più autisti, che come sappiamo, risulta sempre più difficile trovare, come avete fatto?
ATM ha messo in campo una strategia che per ora ha funzionato, promuovendo tirocini propedeutici all’assunzione. Molti giovani hanno risposto, cogliendo l’occasione che veniva loro data per rimanere nella nostra città e non dover essere costretti a cercare lavoro altrove. ATM in questi anni ha fatto molte assunzioni, riuscendo così ad assicurare un importante incremento del servizio offerto.
Ma l’iniziativa a cui tengo particolarmente è quella di Move-me, l’abbonamento al trasporto pubblico al prezzo di 50 euro l’anno. Una promozione che ha davvero funzionato, se abbiamo raggiunto i 22.000 abbonamenti, che per la nostra realtà sono davvero tantissimi, una enormità rispetto al passato. L’Amministrazione ha assicurato la copertura finanziaria dell’iniziativa e continuerà a farlo, avendo messo a disposizione le risorse fino al 2028.
Abbiamo voluto così accompagnare i cittadini a conoscere il trasporto pubblico, a far loro provare concretamente che è possibile muoversi in città usando gli autobus ed i tram.
A proposito di tram, come procedono i lavori di riqualificazione della linea tranviaria cittadina, quali saranno i principali benefici attesi per l’integrazione del tram nella rete di mobilità urbana?
Abbiamo avviato una campagna di riqualificazione del servizio tranviario che era nato a fine anni novanta. Abbiamo realizzato la “revampizzazione” di 10 vetture tranviarie e a breve sarà pronta anche l’undicesima. Sono stati compiuti lavori di riqualificazione urbana intorno al tracciato del tram, come sul Viale San Martino, dove è stata rifatta la pavimentazione. E’ stata rinnovata tutta la parte elettrica e nel 2026 passeremo a quella relativa ai binari. Il tracciato della linea tranviaria risente dell’orografia cittadina, ed è per questo in larga misura obbligato. Per noi la linea tranviaria, la cui frequenza siamo riusciti ad intensificare con questi interventi, da 17 a 13’, costituisce l’asse portante del trasporto pubblico, con le linee di autobus che hanno una funzione adduttrice, una sorta di rete “a pettine”.

La mobilità attiva (camminare e andare in bici) è sotto-potenziale a Messina. Quali sono i vostri programmi?
Come previsto dal PUMS, nel corso del nostro mandato passeremo dai 7 chilometri del 2019 ai 18 che stiamo via via realizzando, abbiamo diversi cantieri in corso. E poi va sottolineato il passaggio dalle “corsie ciclabili” alle piste protette dal cordolo, che assicurano sicuramente una migliore sicurezza ai ciclisti. Sempre in attuazione di quanto previsto dal PUMS, al contempo stiamo introducendo delle “zone pedonali”, come quella di Viale San Martino, alla quale seguiranno altre.

Sapevamo che avremmo incontrato delle resistenze e delle avversità, perché prima di tutto un cambiamento della mobilità significa un cambiamento culturale, che non è affatto semplice e che non si consegue con un provvedimento amministrativo. Ci vuole tempo, pazienza e perseveranza, ma poi tutti si rendono conto che questi cambiamenti sono favorevoli anche per chi oggi li ha contrastati. E’ il caso dell’isola pedonale di Viale San Martino, reduce di un grande afflusso di gente in occasione della festività dell’Immacolata, a seguito del quale anche i commercianti che l’avevano combattuta si sono dovuti ricredere, come avvenuto nel tempo in città delle dimensioni di Messina, come Crotone e Taranto.
Messina è ancora indietro nella diffusione di servizi in sharing (bike, scooter, auto). Avete in mente azioni per migliorare la situazione?
Abbiamo attivato servizi di bike-sharing e di monopattini, sono presenti due società, che però non hanno attecchito molto, però va sottolineato che sono utilizzati soprattutto dai giovani e, quindi, vanno abbastanza bene soprattutto per il Polo Universitario. Anche per questo occorre un cambio culturale ed un ricambio generazionale per vedere davvero un cambiamento significativo.
Nel 2024 ci sono stati 13 morti in incidenti stradali, la sicurezza stradale è sempre vitale. Quali interventi intendete adottare per ridurre sinistri e migliorare la sicurezza per pedoni e ciclisti?
Il PGTU prevede l’adozione di vari correttivi, per i quali abbiamo reperito i finanziamenti necessari. Come dicevo, la protezione dei percorsi ciclabili con i cordoli è stata una delle prime azioni intraprese, ora stiamo varando la realizzazione di una serie di attraversamenti pedonali rialzati e la loro illuminazione con luci a led.
I dati di ARPA Sicilia mostrano valori molto elevati di biossido di azoto, addirittura nei primi undici mesi dell’anno in corso è stato superato per 74 giorni il limite giornaliero introdotto dalla nuova Direttiva Europea, mentre la stessa prevede un massimo di 18 superamenti in un anno. [limiti che entreranno in vigore il 1° gennaio 2030 ndr]
E’ vero la stazione di monitoraggio di traffico “Boccetta” è situata lungo un arteria dove c’è una notevole movimentazione di veicoli, ma, soprattutto, il transito di un ingente numero di mezzi pesanti che dal porto si spostano verso le vie di comunicazione per raggiungere le diverse destinazioni dell’Isola. Penso che la situazione potrà migliorare notevolmente quando a fine 2027 sarà completato il nuovo porto a Tremestieri, che sarà collegato direttamente all’autostrada, senza far attraversare la città dai veicoli in arrivo dal continente.
Se dovesse indicare una priorità assoluta per i prossimi 12 mesi, quale sarebbe?
Nella nostra città abbiamo 940 chilometri di strade, abbiamo reperito 32 milioni di euro partecipando a due bandi di finanziamento regionale, nel 2026 lavoreremo per la manutenzione e la riqualificazione dell’assetto stradale, che tanto è importante anche per la sicurezza.