Nuove regole per la zona a basse emissioni di Firenze, la ZTL Scudo Verde, a partire da dicembre, ma manca ancora un piano per l’abbandono completo delle auto inquinanti.
A partire dal 1° dicembre 2026 anche le auto euro 2 a benzina e diesel non potranno più circolare nella zona a basse emissioni della città, che copra circa due terzi del territorio comunale. Si tratta sicuramente di un passo avanti, al quale dovrebbe aggiungersi l’inclusione nel divieto dei veicoli euro 3 alla fine del 2027.
Queste misure non tengono però conto del fatto che a Firenze ormai la metà dei veicoli immatricolati sono euro 6, ibridi o elettrici. Solo un auto ogni dieci è euro 2 o inferiore. Sono auto vecchie e stravecchie. L’ultimo euro 2 è stato immatricolato il 31 dicembre del 2000.
Il divieto di circolazione della ZTL Scudo Verde non si applica agli over-75 a basso reddito. Una misura che se da un lato riduce l’impatto per una fascia demografica particolarmente critica, quella con minore propensità e minori risorse per passare ad un’auto elettrica, il risultato è una LEZ che funge un po’ come uno scolapasta.
Passano quasi tutti.
A farne le spese sono gli abitanti di Firenze, che hanno fino a 230 giorni l’anno di aria insalubre secondo le soglie stabilite dall’OMS.
Firenze ha anche regole aggiuntive che si applicano solo d’inverno e solo nei giorni feriali in orario lavorativo, applicabili nei giorni di sforamento dei limiti di inquinamento dell’aria. Ma non si affronta il problema endemico dell’aria inquinata e dei suoi impatti sulla salute umana con misure spot: è come pensare di affrontare un’allergia alla polvere limitandosi a passare uno straccetto sulle superfici più esposte quando la polvere si accumula.
Nei giorni in cui il governo italiano recepisce la nuova Direttiva UE sulla Qualità dell’Aria, che fissa limiti più stringenti per i principali inquinanti, da raggiungere entro il 2030, le città italiane devono imporre un’accelerazione alla transizione verso una mobilità urbana a zero emissioni.
Sì: ci si può liberare dell’inquinamento causato dal trasporto su strada senza produrre impatti sociali negativi. Servono piani chiari e a lungo termine, chiarezza sulle regole e misure aggiuntive che compensino le difficoltà affrontate da chi deve guidare.


